Certo c’è un che di irreale nella vicenda: sì, soddisfazione per essere, Narni, il Comune che ha realizzato la maggiore percentuale di raccolta differenziata. Sì, soddisfazione ma anche la speranza di vedersi ridurre almeno in maniera simbolica, la bolletta della immondizia, che invece cresce sempre.
Certo l’ambiente è la cosa più importante ma anche il portafoglio non è che i narnesi lo disprezzino. Anzi.
Facile allora per le minoranze rilevare questa discrasia, facile la protesta di Cecilia Cari, di Sergio Bruschini, che non ci vedono incentivi perché il sistema di raccolta funzioni sempre meglio.
C’è anche chi si accontenterebbe di avere una città più pulita preda com’è del guano dei piccioni torregiani, vicoli inarrivabili per la raccolta meccanizzata, di cestini sempre pieni. Non è che sia stata applicata, per altro, una tariffa differenziata per gli studenti, che pagano cifre colossali per qualche mese di residenza: quello sì che sarebbe un incentivo agli universitari. Alla fine, Narni si attiene alle regole, vince senza problemi la classifica dei comuni più rispettosi dell’Ambiente ma senza avere alcun beneficio.











