Lo spiacevole post pubblicato dalla vice presidente del consiglio comunale di Torino, Ludovica Cioria, ha provocato la reazione del sindaco di Orvieto Roberta Tardani e dell’associazione “Destinazione Orvieto”.
Il racconto della Cioria nel post pubblicato la sera di lunedì 17 agosto:
Stasera ad Orvieto, fra le 19 e le 19.20, 3 ristoranti hanno rifiutato di far sedere a mangiare me, Davide e le bambine. Pur con decine di tavoli liberi, essendo prestissimo.
Il 4° ristorante che ci ha accettati, ci ha messi in 4 in un tavolo da 2. Di fianco a noi una coppia con lo stesso tavolo, e una sedia in più per il cane.
Questo è il mondo che stiamo creando, dove anche per mangiare è una gara, dove vince solo chi paga di più, dove i bambini sono un problema perché consumano troppo poco, dove un cane sta seduto e due bambine devono farsi piccole per non disturbare.
Che rabbia e che tristezza signore e signori.
NB. Il problema non è il cagnolino, il problema è l’overtourism che rende le città inaccessibili e inospitali perché dominate esclusivamente dalle logiche commerciali.
La replica del sindaco di Orvieto Roberta Tardani: “Sono francamente sorpresa dalle parole della vicepresidente del consiglio comunale di Torino, Ludovica Cioria. Non abbiamo mai ricevuto prima d’ora segnalazioni di questo genere e l’episodio in questione, da quanto letto, sembra basarsi solo su delle supposizioni. Non si può trasformare pertanto un racconto personale in una sentenza su Orvieto e soprattutto sui suoi ristoratori. Quello che ne è scaturito, infatti, è una vera e propria gogna mediatica, francamente ingiustificata, nei confronti di un’intera città e di una categoria che ogni giorno lavora per garantire accoglienza e qualità. Orvieto è da sempre una città aperta e accogliente, anche e soprattutto verso le famiglie e i bambini. Nel 2025 Booking.com ha inserito Orvieto tra le 10 città più accoglienti del Mondo, un riconoscimento che appartiene innanzitutto ai nostri operatori e alla qualità dell’accoglienza che sanno offrire. Orvieto è una città a vocazione turistica e nei periodi di maggiore affluenza è del tutto normale che i ristoranti possano essere al completo, soprattutto in assenza di una prenotazione. Pretendere quindi di trasformare una normale dinamica in una sorta di ostilità verso le famiglie la trovo una forzatura. Allo stesso modo parlare di “overtourism” non descrive certo la realtà di Orvieto. Non metto in discussione il disagio personale che possa aver provato la consigliera. Contesto, però, con fermezza la generalizzazione che da quell’esperienza è scaturita. Ogni segnalazione può essere utile per migliorare ma gettarla in pasto al tritacarne dei social, di cui chi ricopre ruoli pubblici più di altri dovrebbe conoscere gli effetti, e vederla trasformare in un giudizio sommario non aiuta il confronto e rischia soltanto di alimentare rappresentazioni distorte e danneggiare l’immagine di una città”.
Anche l’associazione Destinazione Orvieto risponde alla consigliera comunale di Torino: “le scriviamo in relazione al clamore mediatico suscitato dalla sua critica rivolta ad alcuni ristoratori locali di non aver voluto ospitare a cena lei e la sua famiglia a causa della presenze dei suoi bambini. Una rimostranza che ci dispiace molto per la pubblicità negativa che provoca ai danni dei ristoratori di Orvieto così come ci amareggia il fatto che lei abbia vissuto un’ esperienza negativa in una città che è, al contrario, nota per la sua tradizione di ospitalità tanto che i suoi operatori della ricettività le hanno consentito di fregiarsi lo scorso anno del titolo di ‘Città tra le dieci più accogliente del mondo’ assegnato dalla piattaforma Booking. Probabilmente si è trattato di uno spiacevole equivoco che potrà essere presto chiarito. Ci farebbe infatti piacere poterla ospitare ad Orvieto per un weekend insieme alla sua famiglia, magari andando a cena in uno dei ristoranti nei quali si è verificato l’inconveniente. Sarà un modo piacevole per chiarire il fraintendimento davanti ad un piatto della nostra straordinaria tradizione culinaria e anche per instaurare un proficuo e cordiale rapporto di scambio e condivisione sia con lei che con la meravigliosa città di Torino. Le prospettiamo un itinerario di 3 giorni 2 notti. Primo giorni arrivo, sistemazione e cena in un locale tipico. Secondo giorno visita al pozzo di san Patrizio e al duomo e pranzo in trattoria. Pomeriggio libero oppure escursione lungo l’anello della rupe.
Terzo giorno visita ad Orvieto Underground, pranzo e poi ritorno a Torino. Un cordiale saluto. La aspettiamo”.











