Di Chiara Furiani
Metti una delle più belle piazze medievali d’Italia, aggiungi la rocker più genuina del bel paese, shakera il tutto, e ottieni uno dei più bei concerti dell’estate umbra. È stata la benemerita rassegna festivaliera Moon in June a regalarci tanta bellezza. Gli eventi della manifestazione, nata nel 2015 per ricordare il manager e promoter musicale Sergio Piazzoli, scomparso prematuramente, sono prevalentemente localizzati nell’area del Trasimeno, ma già da qualche tempo ci si spinge oltre per qualche trasferta fuori zona.
Ed ecco allora Todi, che domenica sera ha ospitato Cristina Dona’, assente dalle nostre parti già da qualche anno.
La songwriter lombarda, tra le voci più originali della scena indipendente in Italia, ha calcato le scene accompagnata solo dal fido collaboratore Saverio Lanza alle tastiere e dal batterista Tancredi Lo Cigno, in versione praticamente semiacustica quindi.
Nonostante la ridotta formazione, non è mancata però la “botta”, con la conferma che Dona’ resta una delle voci più autorevoli della scena musicale italiana.
Ambito troppo spesso avaro di riconoscimenti per chi persegue la propria strada con coerenza, senza tentennamenti, senza cedimenti alla ricerca di facili consensi.
Dopo trent’anni di carriera – il primo album “Tregua” è del 1997 – Dona’ conserva ancora un pubblico di nicchia, pur fedelissimo, che non e’ quello dei Palasport, non è quello dei grandi numeri, ma la nostra può vantare di essere tra i talenti italiani più riconosciuti all’estero.
Tante le collaborazioni illustri, ma una veramente imprescindibile, quella con Robert Wyatt.
Sarebbe ingeneroso non fare cenno al fatto che la Dona’ non è solo un’ottima compositrice ma anche una notevolissima cantante.
Con la sua voce espressiva ma allo stesso tempo discreta, senza inutili orpelli e compiacimenti, la sua dizione impeccabile, la Dona’ colpisce sempre il segno, puntuale e allo stesso tempo elegantissima, quasi in punta di piedi, ma con una presenza sempre significativa.
A scandire il concerto una sequenza dei brani più significativi del suo percorso, e la Dona’ ha segnato senza dubbio uno tra gli appuntamenti più interessanti di questo finale di stagione.











