Si è accesa una polemica politica molto forte dopo che il governo ha annunciato un decreto legge che limita la presenza di studenti stranieri nelle classi e vieta il velo integrale. Il provvedimento dovrebbe approdare in consiglio dei ministri giovedì 24 settembre.
Inaugurando l’anno scolastico ad Amatrice il presidente della Repubblica aveva sottolineato che “la scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti – ha aggiungo Mattarella – è aperta a tutti. Così dispone l’art. 34 della Costituzione. Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”.
In risposta a queste parole del Capo dello Stato, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, eletto in Umbria, già presidente del consiglio regionale dell’Umbria, ha scritto un lungo post in cui tra le altre cose afferma “ho fatto bene a non votarla” (riferito a Mattarella).
IL POST DI SQUARTA
Presidente Mattarella,
Le parlo con il massimo rispetto, perché sono un uomo delle istituzioni e so bene cosa rappresenta il Presidente della Repubblica.
Ma proprio per questo sento il dovere di dirLe quello che penso.
Giorgia Meloni annuncia nuove regole sulla scuola e la sinistra parte subito all’attacco.
Si parla di discriminazione e qualcuno arriva persino ad accusarla di razzismo. E Lei interviene prontamente, dicendo che la scuola deve essere aperta a tutti e non deve creare ghetti né alzare barriere.
Presidente, il Suo intervento è assolutamente legittimo.
Ma quando arriva proprio nel mezzo di questa polemica, con parole che sembrano andare nella stessa direzione delle critiche della sinistra, è normale porsi qualche domanda.
Anche perché Giorgia Meloni ha detto l’esatto contrario.
Mettere un limite agli studenti stranieri nelle singole classi serve proprio a evitare che si creino ghetti. Se mettiamo insieme troppi bambini con grandi difficoltà con l’italiano, diventa più difficile imparare per loro e andare avanti per tutta la classe. A rimetterci sono tutti, italiani e stranieri.
Chiedere ai genitori degli studenti con gravi problemi di inserimento di imparare l’italiano non significa discriminare. Significa poter parlare con gli insegnanti, seguire i propri figli e diventare davvero parte della comunità. Questa è integrazione.
E vietare burqa e niqab nelle scuole non significa alzare barriere. Significa avere regole comuni e dire che a scuola si entra a viso scoperto.
Presidente, si può essere d’accordo oppure no con Giorgia Meloni. Ma non si può far passare come un tentativo di creare ghetti ciò che viene proposto proprio per evitarli.
Ed è questo che non capisco.
La sinistra attacca il Governo e proprio nel pieno della polemica, arriva prontamente il Suo intervento, con parole che finiscono per dare forza proprio a quelle critiche.
Il Presidente della Repubblica deve essere e apparire il Presidente di tutti.
E con tutto il rispetto che Le devo, ho la sensazione che questa imparzialità non si sia vista fino in fondo.
Continuerò sempre a rispettare Lei e l’istituzione che rappresenta.
Ma rispetto non significa stare in silenzio.
Quattro anni fa ho avuto l’onore di essere Grande elettore del Presidente della Repubblica.
Non votai per Lei.
E me lo permetta Presidente, ogni giorno che passa sono sempre più convinto di aver fatto bene