Il problema dei cinghiali è un’emergenza. Gli animali stanno creando danni e pericoli in tutto il territorio provinciale ternano senza che vi siano ancora strumenti adeguati per affrontare la questione. Il tema è tornato d’attualità in questi giorni per iniziativa prima del Presidente Stefano Bandecchi e quindi del vice Presidente Francesco Maria Ferranti.
Ferranti ha inviato una lettera al Prefetto di Terni Antonietta Orlando chiedendo la possibilità di un’interlocuzione con la Regione per l’erogazione del fondo stabilito precedentemente a favore della provincia.
“La mia richiesta – spiega il vice Presidente – fa seguito all’intesa stabilita con il Prefetto stesso, che ha sempre garantito il suo interessamento, nel corso della riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza svoltosi il 24 settembre a Narni e nella quale ho fatto presente al Prefetto la problematica e il continuo crescere della presenza dei cinghiali in tutti i comuni del territorio provinciale”.
Il vice Presidente sottolinea poi al Prefetto: “come le è noto la Polizia provinciale e le squadre di selettori svolgono questa attività sotto la gestione e la programmazione dell’amministrazione provinciale per conto della Regione, e la stessa ha, nel corso degli ultimi anni, attraverso apposita convenzione, erogato una esigua somma per tali attività quantificabile in 20mila euro.
Queste risorse però – fa notare il vice Presidente – non sono minimamente sufficienti per poter svolgere un’efficace azione di contenimento della specie, mentre il numero degli animali e dei branchi aumenta e i problemi rimangono irrisolti”.
A Ferranti risponde l’assessore regionale alla caccia Simona Meloni.
“I dati sull’attività di contenimento dei cinghiali nella provincia di Terni – sostiene – raccontano una storia diversa da quella rappresentata dal vicepresidente della Provincia Ferranti. Aumentare gli abbattimenti è una nostra priorità, ribadita fin dall’inizio: per tutelare il lavoro e il reddito degli agricoltori, ridurre i rischi per le persone e i danni provocati dagli incidenti stradali, contribuire alla prevenzione della peste suina africana. È su questi obiettivi che stiamo lavorando e sui risultati deve misurarsi il confronto tra istituzioni”.
I NUMERI ELENCATI DA MELONI
Nel territorio dell’ATC3 TR gli abbattimenti di cinghiali in regime di controllo sono passati da 1.144 nel 2024 a 1.737 nel 2025: 593 capi in più, con un incremento del 51,8%. Nello stesso ambito, i danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole sono diminuiti da 328.000 euro nel 2023 a 204.000 euro nel 2025, con una riduzione di 124.000 euro, pari al 37,8%.
“Questi numeri documentano un aumento significativo dell’attività di controllo e una diminuzione dei danni agricoli – sottolinea ancora l’assessore – le criticità restano e richiedono ulteriore impegno, soprattutto per la sicurezza delle strade e dei centri abitati. Proprio per questo dobbiamo rafforzare il lavoro di chi interviene sul territorio, riconoscere i risultati raggiunti e individuare con precisione dove occorre fare di più”.
Sul versante finanziario, gli uffici regionali segnalano le difficoltà della Provincia di Terni nella rendicontazione del contributo di 20.000 euro già concesso dalla Regione. Precisano inoltre che, allo stato attuale, non risulta adottato alcun atto regionale di impegno per l’erogazione alla Provincia di un contributo di 200.000 euro destinato alla gestione del cinghiale.
“Quando si discute una convenzione, le cifre devono corrispondere a un programma di attività, a risorse effettivamente disponibili e alla capacità di realizzare gli interventi – sostiene l’assessore – servono obiettivi chiari, responsabilità definite e rendicontazioni puntuali. Con la Provincia di Perugia siamo partiti da una dotazione di 40.000 euro per il 2025, con l’obiettivo di rafforzare progressivamente la collaborazione. Siamo disponibili a seguire un percorso di potenziamento anche con la Provincia di Terni, definendo insieme attività, fabbisogni e risorse sostenibili. Chiediamo alla Provincia di esercitare pienamente le proprie funzioni e di contribuire alla costruzione di questo percorso. Agricoltori e cittadini hanno bisogno di interventi tempestivi, strade più sicure e una presenza efficace sul territorio: è questa la responsabilità comune sulla quale dobbiamo lavorare”.










