Si è conclusa ieri domenica 29 marzo, al Salone Bazzani del PalaSì!, l’edizione 2026 del FEGE – Festival dell’Editoria e del Giornalismo Emergente, con una giornata finale intensa e partecipata che ha trovato nel Dopofestival“ Parole disarmanti. Dialoghi civili sulla città”, condotto da Marco Sciarrini – già inviato speciale al BCT nelle mattinate dedicate alle scuole – il suo momento di sintesi e rilancio.
Quella che si chiude è un’edizione che restituisce segnali entusiasmanti, sia in termini di partecipazione sia per la qualità dei contenuti emersi. Il FEGE continua a configurarsi come uno spazio di confronto reale, capace di coinvolgere pubblici diversi e, soprattutto, di attivare un dialogo sempre più strutturato con il mondo della scuola e con le nuove generazioni.
Il Dopofestival ha rappresentato un momento importante in questa direzione: un’occasione di incontro aperta alla città, pensata per raccogliere e rielaborare i temi affrontati nei giorni precedenti, ma anche per avviare una riflessione condivisa sulle prospettive future. Il presidente FEGE Sauro Pellerucci ha richiamato l’importanza di costruire e mantenere uno spazio di confronto democratico per la città, fondato su un linguaggio non violento e sulla possibilità per tutti di esprimersi liberamente. In questa prospettiva, il dialogo con scuole, imprese, istituzioni e realtà dei diversi ambiti, dalla comunicazione all’ambiente, fino allo sport, diventa centrale, nella consapevolezza che anche la pluralità dei punti di vista e le difficoltà rappresentano un elemento essenziale del confronto.
Il confronto del Dopofestival si è quindi sviluppato grazie ai contributi di voci diverse e complementari: dal mondo della scuola, con la professoressa Emanuela Ferri dell’ITT, alle istituzioni, con l’assessore alla scuola e alla cultura Tiziana Laudadio, fino alle realtà associative e culturali del territorio, rappresentate da Michele Rossi di Tributo d’Autore e Francesco Fioretti del Forum delle Acque. Tra gli elementi emersi con maggiore chiarezza da parte del Presidente Pellerucci, la volontà di consolidare e ampliare il coinvolgimento degli studenti, già protagonisti di questa edizione. Un percorso che ha iniziato ad aprirsi anche oltre i confini regionali, con la partecipazione in presenza di scuole calabresi e in streaming di scuole pugliesi, e che guarda ora ad un ulteriore sviluppo in chiave nazionale.
“Sul piano dei contenuti, il festival ha proposto momenti di confronto che hanno richiamato con forza uno dei fili conduttori del FEGE: la ricerca della verità, intesa non come affermazione assoluta ma come disponibilità a mettersi in discussione. In questo senso, molti degli interventi hanno superato il piano del racconto pubblico per aprirsi a una dimensione più autentica, in cui giornalisti e protagonisti della comunicazione si sono sentiti liberi di esporsi anche sul piano personale, restituendo prospettive meno convenzionali e, a tratti, più intime”, ha dichiarato il direttore artistico Piero Muscari.
La presenza di Lucio Presta si è distinta proprio in questa direzione, per la capacità di costruire un dialogo diretto con il pubblico, condividendo riflessioni ed esperienze con un tono sincero e non mediato.
Di rilievo anche il momento dedicato al Premio Oliviero Beha, arricchito dalla presenza della figlia Germana Beha, che ha consegnato il riconoscimento a Federico Rampini, collegato da Washington, e a Lucio Presta. Il suo intervento ha offerto un ricordo non celebrativo ma lucido della figura di Oliviero Beha, restituendone anche gli aspetti più complessi e le difficoltà incontrate nel suo percorso. Ne è emersa con chiarezza l’idea di un giornalismo libero, indipendente e spesso controcorrente, in piena coerenza con lo spirito del festival. Il riconoscimento al conduttore televisivo Francesco Giorgino è stato invece consegnato da Michelangelo Tagliaferri. “Direi che il contesto che stiamo vivendo è particolarmente complesso – ha sottolineato Giorgino – e a maggior ragione in questo particolare momento storico serve un giornalismo di qualità. Stiamo vivendo, fin da quando si è strutturato l’ecosistema comunicativo digitale, l’era dell’informazione senza giornalismo e del giornalismo senza informazione. Nel senso che queste due parole, informazione e giornalismo, che un tempo mai avremmo immaginato potersi separare, si sono di fatto separate”. Premio Beha anche al giornalista Alessandro Sallusti e alla psicologa Agnese Scappini, protagonisti anche nell’ambito dei talk mattutini dedicati agli studenti.
Accanto al Memorial Oliviero Beha, consegna dei Premi FEGE a Valentina Parasecolo (ufficio stampa Parlamento Europeo), Michele Macrì (inviato Striscia La Notizia) e Piero Ancona (Sky Tg24).











