“Pur riconoscendo l’autonomia aziendale, che non intendiamo mettere in discussione, riteniamo profondamente sbagliato il metodo con il quale si procede a riorganizzare alcuni reparti ed enti strategici dello stabilimento.”
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!E’ scritto in una nota della FIOM CGIL dove si sottolinea “il persistere di atteggiamenti inaccettabili da parte della Direzione Aziendale” e l’assenza di “regole e criteri trasparenti per le crescite professionali interne, per la selezione del personale, per gli avanzamenti di livello, per i riconoscimenti economici e per cambi di ruolo e funzioni.”
“Criteri -aggiunge la FIOM – che, a nostro avviso, sono utili a compiere scelte che privilegino il merito, frutto di valutazioni oggettive e che premino competenze, qualità e professionalità dei lavoratori. Criteri che sicuramente vanno nella direzione di qualificare sempre di più ed in modo migliore l’efficacia e l’efficienza di alcuni enti e servizi.”
Ma le cose, seconda la FIOM non vanno così: “siamo ancora una volta a denunciare il non verificarsi di tutto questo. La Direzione Aziendale continua a compiere, al contrario, scelte non dettate dalla ricerca della qualità, ma che invece sembrano, a nostro avviso, rispondere a “lobbies” e gruppi di potere interni allo stabilimento, che favoriscono interessi personali di alcuni e mettono in secondo piano gli interessi generali del sito.”
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E’ incomprensibile vedere come nelle riorganizzazioni interne, in alcuni casi, si favorisca un gruppo di lavoro fedele ai capi e non un gruppo competente” e che “la direzione del personale, non mostrando discontinuità con il passato, avalli questo tipo di scelte e favorisca percorsi ed assetti organizzativi non rispondenti alle reali necessità che AST ha per vincere le sfide future.”
“Rimaniamo stupiti – conclude la nota della FIOM – di come oggi l’attuale management aziendale, anche a fronte delle vicende che il sito ha attraversato e sta attraversando, compia scelte in continuità con quanto successo in passato e non senta la necessità di aprire una fase nuova per il bene del
sito e dei lavoratori che in esso operano.”











