Il sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli ha preso carta e penna e ha spiegato la posizione del comune sulla proprietà e su tutto ciò che gira intorno all’area de “le Mole”.
DI LORENZO LUCARELLI
In relazione a quanto riportato in un recente articolo di stampa sulla vicenda de Le Mole, sento il dovere di intervenire personalmente per ristabilire una corretta ricostruzione dei fatti, fondata non su affermazioni generiche, ma sul contenuto degli atti formalmente sottoscritti.
Ho esaminato la documentazione in possesso del Comune e posso affermare con certezza che l’autorizzazione rilasciata il 4 dicembre 2013 da Alvaro Caponi non riguardava un accesso meramente occasionale o limitato a esigenze esclusivamente tecniche. Quell’atto si inseriva in un progetto più ampio di riqualificazione e valorizzazione dell’area, finalizzato alla realizzazione di un percorso con valenze turistiche, culturali, storiche e naturalistiche. L’intervento, dunque, non era concepito come opera destinata alla sola pulizia fluviale, ma come parte di un programma pubblico di valorizzazione del sito e del territorio circostante.
Ho potuto verificare che in quello stesso atto il proprietario autorizzava espressamente il Comune ad accedere all’interno della proprietà e ne disciplinava anche l’attraversamento necessario per raggiungere l’area oggetto dell’intervento. L’autorizzazione, peraltro, non si limitava alla sola fase esecutiva delle opere, ma si estendeva alla manutenzione e all’utilizzo delle strutture realizzate per i successivi venti anni. Si tratta di un contenuto che non ritengo conciliabile con la tesi secondo cui vi sarebbe stato soltanto un uso ristretto, precario o riservato ai soli addetti ai lavori.
Ho rilevato inoltre che il medesimo documento poneva a carico del Comune l’eventuale costituzione di servitù o di altri diritti reali sulle aree interessate dall’intervento, e che la proprietà, rispetto alle opere realizzate dall’Ente, si impegnava espressamente a non sollevare contestazioni né ad avanzare pretese. Anche sotto questo profilo, gli atti restituiscono un quadro chiaro, che non coincide con la rappresentazione diffusa nell’articolo.
Per questa ragione, ritengo necessario affermare con chiarezza che ogni valutazione pubblica sulla vicenda de Le Mole deve muovere dal contenuto effettivo dei documenti. Ed è proprio la lettura di quegli atti a dimostrare che l’accesso e l’attraversamento furono riconosciuti in funzione della realizzazione, della manutenzione e della fruizione di un’opera pubblica inserita in un programma di valorizzazione ambientale e turistico-culturale dell’area.
Come Sindaco, considero mio preciso dovere tutelare la verità dei fatti e richiamare tutti, su una questione così delicata, a un confronto serio, corretto e rispettoso degli atti ufficiali.
Voglio essere chiaro su un punto ulteriore: l’azione dell’Amministrazione comunale in questa vicenda è stata e resta orientata esclusivamente all’interesse della comunità e alla valorizzazione di un’area di straordinario pregio ambientale e naturalistico, che appartiene a tutti i cittadini di Narni.
È per questo che abbiamo investito risorse pubbliche, promosso progetti europei e costruito nel tempo una rete di fruizione del territorio.
Proprio alla luce di quanto emerge dagli atti, devo constatare che, allo stato, non sussistono i presupposti per avviare con i soggetti coinvolti ragionamenti condivisi di ulteriore qualificazione o valorizzazione dell’area.
L’Amministrazione continuerà a perseguire gli obiettivi di tutela e promozione del territorio nelle forme e con gli strumenti che la legge le affida, nell’interesse esclusivo della collettività.











