Con la celebrazione della Domenica delle Palme, che ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, hanno avuto inizio le liturgie pasquali della Settimana Santa, durante la quale si fa memoria della passione, morte e resurrezione di Gesù.
L’amministratore apostolico, mons. Francesco Antonio Soddu ha presieduto la liturgia di domenica 29 marzo con il rito della benedizione dei rami d’ulivo sul sagrato della chiesa di Santa Croce e la lettura del brano del Vangelo dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Tantissimi fedeli in processioneR con i rami di ulivo benedetti in mano, bambini e ragazzi delle parrocchie della Cattedrale, Santa Croce e San Salvatore e le loro famiglie, hanno raggiunto la Cattedrale, dove la liturgia è proseguita con la lettura della Passione di Cristo dal Vangelo di Matteo, e la celebrazione eucaristica. Hanno concelebrato il vicario generale della Diocesi mons. Salvatore Ferdinandi, il parroco della cattedrale don Alessandro Rossini, il parroco di Santa Croce don Roberto Cherubini, don Camillo Camozzi. I canti liturgici sono stati eseguiti dalla corale polifonica del Duomo diretta da Rita Tomassoni accompagnata all’organo dal maestro Simone Maccaglia.

Il vescovo ha ricordato come la Pasqua sia «il segno di una vita nuova per noi e per tutto il mondo, in cui si è resi partecipi del mistero della croce per aver parte alla resurrezione e alla vita eterna».
Rivolgendosi poi ai tanti ragazzi presenti, mons. Soddu ha sottolineato l’importanza di essere vicini a Gesù: «Per comprendere ciò che Dio ci vuol dire dobbiamo e leggere e conoscere la Parola di Dio, aprirci all’incontro con Gesù, essere suoi discepoli. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato, la dobbiamo ripetere con tutta la vita, con gesti concreti. La domenica delle palme ci insegna che non possiamo passare dalla festa osannante nell’accogliere Gesù e poi ripudiarlo e far finta che non esista nella nostra vita. Anche nel tradimento Gesù perdona e ama, e continua sino alla croce che è il segno più grande del suo amore per noi. Noi dobbiamo essere la presenza di Dio nel mondo, nella solidarietà e nell’amore per gli altri, essere umili e misericordiosi. Il racconto del Vangelo dice che le persone stendono i rami d’ulivo, segno della presenza benedicente di Dio, per noi oggi stendere i rami d’ulivo significa impegnare la nostra vita perchè sia benedetta, seguendo il Vangelo di Gesù e percorrere così la via della salvezza. Nella settimana santa siamo chiamati a intraprendere un più vigoroso cammino per essere germi viventi di quella luce nuova della resurrezione, che da noi si riverbera in tutto il mondo a cominciare dalle persone che abbiamo vicino».












