Lo rende noto l’ateneo perugino.
“La leucemia mieloide acuta – si legge in una nota – è una malattia in cui cellule tumorali crescono rapidamente nel sangue e nel midollo osseo. Oltre ai suoi effetti già noti, i ricercatori hanno osservato che la malattia è associata a uno stato di infiammazione persistente nell’organismo.
I risultati, pubblicati dalla rivista scientifica HemaSphere aprono nuove prospettive per comprendere alcuni sintomi cognitivi e psicologici osservati nei pazienti oncologici.
Lo studio coordinato dalla prof.ssa Oxana Bereshchenko ha dimostrato che la leucemia può alterare la barriera emato-encefalica, ovvero il sistema di protezione del cervello, rendendola più permeabile. In questo modo, cellule e segnali infiammatori possono raggiungere il cervello e causare un’infiammazione locale nel sistema nervoso. I ricercatori hanno infatti osservato un aumento delle cellule immunitarie nel cervello e l’attivazione di cellule gliali che regolano infiammazione cerebrale. Nei pazienti affetti da leucemia sono stati inoltre rilevati segnali di infiammazione e possibili indicatori di danno alle cellule nervose”.
“Questi risultati suggeriscono che la leucemia non colpisce solo il sangue, ma può avere effetti più ampi sull’organismo, incluso il cervello – afferma la prof.ssa Bereshchenko – questo potrebbe contribuire a sintomi come stanchezza, difficoltà di concentrazione e cambiamenti dell’umore, spesso riportati dai pazienti”.
Nel complesso, la ricerca indica che l’infiammazione del cervello potrebbe essere un meccanismo chiave attraverso cui la leucemia influisce sul benessere mentale.
Queste scoperte aprono nuove possibilità per sviluppare terapie che non solo contrastino la malattia, ma migliorino anche la qualità di vita dei pazienti.











