Ha preso ufficialmente possesso del suo incarico il nuovo procuratore di Terni, Antonio Laronga. Questa mattina è stato prima in Tribunale e poi ha incontrato la stampa negli uffici di palazzo Gazzoli.
“Sono stato io che sono voluto venire a Terni, ho fatto domanda, visto che il posto era libero e ho vinto il concorso fra 9 concorrenti – ha svelato il nuovo procuratore – e quando , a settembre, la 5^ commissione del CSM mi ha proposto all’unanimità come procuratore, sono venuto a Terni, ho visto la città, mi sono sintonizzato sulle vostre testate, ho incontrato colleghi fantastici che ho cominciato a sentire fin da settembre e posso dire che entrato in un buon ufficio”.
“Non c’è nessuna pertinenza – ha voluto precisare il procuratore Laronga – fra la mia nomina e la situazione della criminalità nel territorio: Ovviamente questo è un territorio da preservare – ha aggiunto – per quel che sono le mie conoscenze non ci sono organizzazioni criminali di tipo mafioso o anche strutturate autoctone umbre però le organizzazioni criminali allungano i tentacoli dove ci sono i quattrini e qui i quattrini ci sono. La loro attività in questi territori è silente, qui non mettono le bombe, non sparano perché dopo un settimana ci sarebbe una sollevazione popolare. Qui mettono i soldi, investono, comprano, non direttamente, con prestanomi. Questo è un aspetto cui dovremmo essere attenti. E io posso mettere a disposizione il mio know how”.

“Ci sono dei reati – ha detto ancora il procuratore – che incidono nella carne dei cittadini e sono i furti nelle abitazioni, le truffe alle persone fragili e lo spaccio di droga, su queste tre categorie di reati vi prometto che l’impegno sarà massimo”.
Il Procuratore ha sottolineato che per la sede di Palazzo Gazzoli “paghiamo un affitto pesante ma ci sono angoli di questo palazzo utilizzati dalla polizia giudiziaria che non sono decorosi, questo non mi piace per niente perché mortifica la funzione, è un aspetto questo sul quale mi impegnerò per vedere se ci sono margini di manovra per poter chiedere un intervento da chi di dovere”.
Il palazzo è di proprietà dell’ATER. Anche la targa della “Procura della Repubblica” è rovinata e, praticamente, illeggibile.













