La Cgil di Terni ha incontrato i parlamentari umbri, come annunciato qualche giorno fa.
Pochi in verità. A Terni erano presenti Walter Verini (Pd), Emma Pavanelli (M5S) ed Elisabetta Piccolotti (Avs). In collegamento Anna Ascani (Pd): Assenti, per motivi vari, tutti i parlamentari eletti con il centro destra.
Ai presenti la Cgil ha chiesto di prendere in carico la situazione di crisi e “promuovere iniziative politiche conseguenti per ridare a questo territorio la centralità e la specificità all’interno dell’Umbria che ha sempre avuto: quella della vocazione industriale, del buon lavoro, delle buone relazioni e del sociale”.
Per la Cgil hanno partecipato la segretaria confederale dell’Umbria Maria Rita Paggio, il segretario generale di Terni Claudio Cipolla, i membri della segreteria provinciale e i rappresentanti delle categorie. Durante il confronto il segretario Cipolla ha parlato di una generale ‘vertenza territoriale’ per quello che riguarda Terni, di una situazione che va gestita a livello complessivo e non solo come singole crisi aziendali. “Lo stato di crisi – ha spiegato il segretario Cipolla – non è di oggi, viene da lontano: il rischio è che lo stato di recessione si trasformi in una situazione irreversibile. Servono politiche che sappiano rispondere ai fenomeni che si stanno determinando e necessitano di risposte per invertire questa triste deriva. I problemi del lavoro, delle persone fragili, dei giovani iniziano a essere diffusi e chiedono una responsabilità collettiva per rispondere alle crisi che si stanno determinando e provare a dare una prospettiva di sviluppo a chi intende continuare a vivere e lavorare in questo territorio”.
“Abbiamo condiviso e sostenuto – ha commentato la segretaria Paggio – la necessità di un coinvolgimento più largo dei parlamentari perché, soprattutto sul versante dello sviluppo, in particolare delle politiche industriali, denunciamo come organizzazione sindacale un arretramento profondo del sistema industriale e manifatturiero in assenza di politiche industriali nazionali in grado di affrontare anche la fase internazionale di crisi che è in corso. Da tempo stiamo avanzando la stessa richiesta alla Regione Umbria alla quale abbiamo fatto una proposta concreta di confronto di merito che sappia guardare al futuro della regione andando oltre la gestione delle singole crisi e che disegni una prospettiva che produca lavoro di qualità, salari adeguati e trattenga il capitale umano che questa regione produce”.
Quindi, l’impegno dei parlamentari presenti a portare a Roma le istanze della realtà ternana. “Occorrono politiche industriali per questo territorio – ha commentato Verini –, non solo sulla siderurgia e sostenendo il Piano industriale delle Acciaierie di Terni, ma anche per il rilancio del Polo chimico. C’è bisogno poi di dare una risposta alla piccola e media impresa che non ce la fa a competere sul mercato anche per difficoltà a innovare e a fare fronte alla competitività. Ci vorrebbe un’Europa che faccia il suo dovere in un momento di guerra, di dazi, non è facile ma l’Europa è il nostro futuro anche dell’economia locale e umbra. C’è bisogno di un governo che faccia un minimo di politica industriale, di sostegno alle forze più fragili. Terni non è una questione locale, è una grande questione umbra e dell’Italia di mezzo e del Paese”.
“In questo momento – ha aggiunto Pavanelli – possiamo soltanto richiamare il governo centrale affinché si faccia di più per le nostre imprese, non solo in Umbria ma anche nel resto d’Italia. I dati sull’industria sono veramente tragici: 34 mesi su 39 di governo di calo industriale al livello nazionale ci fanno capire che ovviamente, purtroppo, la nostra regione ne paga le conseguenze”.
“Abbiamo bisogno – ha concluso Piccolotti – di mettere a fuoco una strategia per la rinascita del Ternano e più in generale dell’Umbria. Ci sono molti problemi, a partire dal calo della produzione industriale, che impattano negativamente sui nostri territori e quindi c’è bisogno, dopo anni di nulla, perché questo è stato il governo di centrodestra in questa regione e con un governo nazionale che purtroppo ha dimenticato che cosa significa fare politica per lo sviluppo, di mettere a fuoco una strategia. Le risorse sono limitate perché purtroppo il bilancio della Regione non ha grande capienza e non ci sono ampi margini però dobbiamo investire in particolare sulle giovani generazioni e sulla possibilità che nascano nuove imprese”.

Sull’assenza dei parlamentari di centrodestra è intervenuto Emiliano Listanti, segretario provinciale di Sinistra Italiana.
“La maggioranza di governo ha scelto la strada più comoda: non esserci – afferma Listanti – Nessun parlamentare della destra si è presentato, nonostante l’invito. È un’assenza politica pesante, non una distrazione: mentre Terni e l’Umbria del Sud affondano tra crisi industriali, salari bassi e precarietà, chi governa preferisce voltarsi dall’altra parte. Non provino poi a raccontare che ‘il territorio è una priorità’: quando c’è da metterci la faccia, spariscono. Chi oggi non si è presentato se ne assuma la responsabilità davanti alle persone che vivono e lavorano qui”.













