“Tre mesi fa ho lasciato la maggioranza perché era chiaro che Terni fosse ostaggio di un modello gestionale fallimentare, basato sull’urlo anziché sull’ascolto.
Oggi, con l’azzeramento totale della giunta, il Sindaco ammette implicitamente che avevo ragione: le promesse elettorali sono rimaste sulla carta e la macchina comunale è ferma”.
Lo scrive in una nota l’ex capogruppo consiliare di Alternativa Popolare Guido Verdecchia, ora al gruppo misto. in riferimento alla decisione del sindaco Stefano Bandecchi di revocare tutte le deleghe agli assessori a metà mandato.
“Quando a novembre scelsi la via dell’indipendenza – aggiunge Verdecchia – lo feci denunciando una gestione arrogante, una rissa continua con le istituzioni e una distanza siderale tra gli annunci coreografici e la realtà dei cantieri.
Oggi il Sindaco prova a vendere questo azzeramento come un normale ricambio di ‘energie’, ma la verità è un’altra: è la certificazione di un’incapacità operativa che ha paralizzato la città.
Secondo Verdecchia , il problema non riguarda i nomi, ma il sistema: “La soluzione non è cambiare le pedine in una scacchiera mossa da interessi personali o aziendali. La soluzione è cambiare radicalmente il metodo di governo. Terni ha bisogno di competenza, di presenza costante sul territorio e di un ritorno al rispetto per i cittadini, per i dipendenti comunali e per le istituzioni tutte”.
“Assistere al licenziamento in blocco di una squadra per poi veder promettere agli stessi assessori uscenti un futuro nelle aziende private del Sindaco – conclude Verdecchia – è l’ennesimo schiaffo alla dignità di Palazzo Spada. Terni non è una filiale aziendale, ma una città che merita di essere amministrata con serietà, non governata con i rimpasti al buio”.













