Qualcosa sembra muoversi nel mondo degli investimenti in Umbria, sempre così asfittico. Adesso, lo fa sapere la Regione, sono arrivare ben venti domande di aziende che vogliono insediarsi nel territorio di Terni e Narni, prevedendo di investire trenta milioni di euro. È solo il primo passo, incoraggiante, invero, del tentativo di far ritornare le fabbriche e le attività industriali. Ora ci saranno le opportune valutazioni da parte della Regione. Ci sono in palio anche i sette milioni di euro della Sviluppumbria per le piccole e medie imprese. I comuni interessati sono Terni, Narni, Amelia, Sangemini e Avigliano Umbro, con una particolare attenzione al polo chimico ternano.
“La partecipazione registrata su questa misura – dicono in Regione – rappresenta un segnale significativo di fiducia delle imprese nelle prospettive di sviluppo del territorio. I progetti presentati indicano la volontà di investire in innovazione, modernizzazione dei processi produttivi e sostenibilità ambientale”.
Gli interventi candidati riguardano sia investimenti strutturali sia l’introduzione di tecnologie avanzate legate alla trasformazione digitale dei processi produttivi, in linea con il percorso di Transizione 4.0. Tra gli ambiti di intervento figurano anche soluzioni innovative basate su intelligenza artificiale, blockchain e Internet of Things, qualunque cosa voglia
“Il nostro obiettivo è accompagnare le imprese in un percorso di crescita che rafforzi la competitività del sistema produttivo locale e allo stesso tempo favorisca una transizione industriale sempre più orientata all’innovazione e alla sostenibilità”. Il bando prevede inoltre meccanismi di premialità per i progetti che attivano collaborazioni con il sistema della ricerca, in particolare con gli spoke dell’Università degli Studi di Perugia impegnati nello sviluppo di biomateriali e nanomateriali. Nei prossimi giorni la commissione incaricata procederà con l’istruttoria delle proposte per definire la graduatoria e individuare i progetti finanziabili”










