Il consiglio comunale di Terni ha approvato un atto di indirizzo, all’unanimità, presentato da Fratelli d’Italia e dal consigliere del gruppo misto Orlando Masselli, con il quale si intende intitolare uno spazio alla memoria di Norma Cossetto, vittima delle atrocità commesse dai partigiani jugoslavi nel 1943. Cossetto aveva 23 anni quando fu gettata in una foiba.
L’iniziativa ha suscitato qualche polemica.
“Abbiamo appreso che il Consiglio Comunale di Terni ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo per il ‘Percorso del ricordo’ da intitolare a
Norma Cossetto, medaglia d’oro al merito civile alla memoria, motivando questa scelta come iniziativa che «non nasce con l’intento di dividere o
alimentare contrapposizioni ideologiche, ma con la volontà di offrire un contributo serio e maturo alla costruzione di una memoria condivisa – scrive l’ANPI provinciale – Pur rispettando questa scelta maturata nell’ambito dell’organo più rappresentativo della città ci permettiamo di manifestare il nostro dissenso e la nostra sorpresa”. Dopo aver ripercorso brevemente quanto accadde durante la seconda guerra mondiale , e anche prima, in quell’area di confine fra l’Italia e la Jugoslavia, ANPI arriva alla conclusione che “La deformazione sistematica della storia, o il racconto parziale non aiuta a comprendere la tragedia vissuta dalle popolazioni Italiane e Slovene.
E la conclusione non può essere che non c’è una parte giusta e una parte sbagliata e la pietà e il dolore per migliaia di morti e di sofferenze, non ha niente a che vedere con quella che qualcuno continua a chiamare ‘memoria condivisa’”.
L’ex consigliere comunale Alessandro Gentiletti apre un ulteriore fronte polemico a sinistra.
“Leggo il giusto stupore dell’ANPI di Terni dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio comunale di un atto inutile che esalta, senza necessità né motivo di legame territoriale ed ideologico, la figura di Norma Cossetto – scrive Gentiletti – Sono solidale alla nostra ANPI territoriale, in quanto non dimentico anzi ricordo con orgoglio le battaglie culturali e politiche che abbiamo fatto insieme negli scorsi cinque anni. Quel voto, soprattutto con l’adesione rivendicata da parte di quella minoranza che dice di richiamarsi ai valori della sinistra antifascista, certifica purtroppo la sudditanza ideologica in cui versa la sinistra cittadina, che pare ormai aver perso quell’egemonia culturale e morale che negli scorsi cinque anni avevamo con fatica ricostruito a Terni, unendoci in tanti, pur nelle differenze. Sia chiaro: ho massimo rispetto per la storia di Norma Cossetto e la tragedia che visse. Non solo: non ho mai creduto che le colpe dei padri debbano ricadere sui figli e quindi, benché figlia di un gerarca fascista, in una terra che i fascisti umiliarono, calpestarono e oppressero, non meritava quanto le accadde. Non si può tuttavia permettere che la sua storia sia strumentalizzata da parte di chi vorrebbe riabilitare come vittima quel regime carnefice di cui Norma Cossetto fu senza colpa figlia e martire innocente. Atti come quello votato, purtroppo, anche inconsapevolmente, rischiano di fare soltanto questo”.











