Il gruppo Arvedi chiude l’esercizio 2025 con ricavi consolidati pari a 5,5 miliardi di euro (5,7 miliardi nel 2024) e un risultato netto di 57,8 milioni di euro (92 milioni nel 2024).
Arvedi sottolinea in una nota che lo scorso anno è stato contraddistinto, com’è noto, da importanti tensioni geopolitiche che hanno determinato un nuovo assetto delle relazioni commerciali e hanno contribuito ad ampliare il clima di incertezza e di instabilità dell’economia globale.
In tale contesto, il mercato siderurgico europeo ha sofferto, come nel 2024, di una “forte pressione” sui prezzi di vendita a causa di un “rilevante” flusso di importazione di prodotti finiti provenienti prevalentemente dai paesi produttori asiatici.
“Il perdurare dei conflitti bellici – sottolinea Arvedi -unitamente all’inasprimento delle strategie protezionistiche, continua ad avere evidenti e forti ripercussioni economiche e politiche. Il recente blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per l’approvvigionamento globale di gas naturale, petrolio e altre materie prime essenziali, ha provocato un forte rialzo dei prezzi dei prodotti energetici e ha sollevato preoccupazioni sulla loro disponibilità nel prossimo futuro. La maggiore e generale incertezza si è immediatamente riflessa sui mercati finanziari”.
“I risultati raggiunti vanno pertanto letti in questo contesto molto sfidante , il gruppo ha raggiunto dei risultati più che soddisfacenti, chiudendo il 2025 con una marginalità lorda sufficiente a generare un flusso di cassa tale da finanziare gli impegni assunti nello sviluppo”.










