Organizzazione impeccabile quella che ha dato il via a “Gioca e mettiti in gioco” nel Centro storico di Narni: attrazioni, riferimenti culturali, cibo, tutto frullato insieme come si comanda in queste manifestazioni. Quella narnese ha ormai quindici anni è quasi maggiorenne ma si porta dietro una pecca: anche quest’anno c’è stato un ulteriore calo di presenze. Il centro storico era oggettivamente vuoto, niente a che fare con le folle oceaniche di altri periodi, segno che il target si è spostato e ancora non è stato ricentrato.
Ed è un peccato vedere così scarsi risultati a fronte di una serata straordinaria, dove il mondo del volontariato ha fatto ala alla “meglio gioventù”. Si sono visti speleologi (ed ex) ad insegnare ai bambini la discesa dal muretto dei giardini con Gianfelice Nannurelli che si è ricordato come si imbraga un giovanissimi, per fargli assaggiare l’emozione della discesa con la corda. Altri speleologi che hanno scalato il campanile di san Domenico. Poi una banda che è venuta da altra città per sfilare lungo le strade. E inoltre il Concertino, diventato anch’esso quasi una banda, con un repertorio vastissimo, con una ventina di giovani, uomini e donne, ad interpretare l’interpretabile, tutti sotto la direzione sapiente di Eleonora Bisaccioni e Fabrizio Antonelli, la tromba. Rimane strano come non si mettano a capo della Filarmonica di Narni che al momento dolorosamente manca: sarebbero nuovi ed originali. Ma ci arriveranno.
Ed ancora i volontari del Comune che hanno dato il meglio di loro stessi, con divise impeccabili, in una sorta di competizione con quelli della Prociv. La serata, comunque, non è decollata come ci si aspettava: toccherà ora agli organizzatori capirne i motivi, quello che si dovrà fare, per dare il via ad una nuova “era”. E’ qualche anno da quando il bastone del comando lo teneva Maria Cristina Angeli, che non si sono raggiunti i picchi di dieci anni fa.
Un’analisi, tra il serio ed il faceto, l’ha stilata Roberto Rosati, animatore in altri tempi nella piazza: “Intanto le sagre tutt’intorno, sempre più numerose, sempre più aggressive. E poi i figli non li fa più nessuno. Quelli di quindici anni fa ormai vanno da altre parti”. E a ben vedere con due battute ha centrato la questione. A proposito Roberto Rosati, detto Pappo, è celibe.











