Le due canoe sono state ritrovate lungo il fiume, verso Stifone: erano state prese dal deposito Dagspa Words, quelli che hanno la gestione delle imbarcazioni. I proprietari le avevano date per perse. E dire che una canoa nuova non è che costa due lire.
Per il furto è stata divelta la rete di protezione. Poi però si sono trovati davanti a due colossi, che non entravano nel furgone che presumibilmente avevano portato al seguito.
Da qui un atto di dispetto, forse anche più brutto del furto: l’abbandono alla corrente delle due canoe. La vegetazione ripale però le ha trattenute sino a quando sono state avvistate e recuperate.
Ora quelli di DagSpa sono corsi ai ripari: rete ancora più consistente e se non bastasse, lo dicono ridendo, anche la corrente elettrica. E’ che il locale di deposito è la vecchia osteria di Palmira, una struttura praticamente diruta, che il Comune dovrebbe se non rimettere in piedi almeno demolire. “Ora rafforzeremo le recinzioni stile militare con filo spinato e telecamere” dicono a DagSpa.
Questi sono gli aspetti della cronaca: nello specifico il mondo delle canoe è davvero esploso in questa parte di Nera: decine e decine sono quelli che si sono approcciati lungo il fiume, in primis quelli del Liceo Scientifico Gandhi, le seconde classi, e ne sono stati entusiasti.
C’è anche chi pensa di rieditare la traversata tra Narni e Fiumicino che negli Anni Ottanta venne realizzata da Giorgio Maurini e Franco Rubini, lungo il Nera e Tevere.











