È stato sempre un giramondo, se non altro nella fantasia, sin da piccolo, poi da giovane architetto, spesso con tanti sogni. Sembrava davvero che Terni gli stava stretta, gli piaceva vedere quello che c’era al di là del Nera. Pronto a tornarci, però. Alessio Patalocco, appunto architetto, oggi è titolare di cattedra all’Università di Vellore all’ Vellore Institute of Technology, in India, considerato come una delle migliori università private di ingegneria in tutto il Subcontinente.
Sì, gli è sempre piaciuto progettare cose importanti, anche una parte di un aeroporto in Cina, tanto per dire, ed ora il grande distacco verso l’India. E si scopre, insospettabilmente, che la parte grande della sua formazione, del suo animo è rimasta a Terni, la sua radice, che porta sempre con sé. Lo dice nella breve intervista che ha il piacere di considerarsi un pontiere tra due culture, ed anche in questa affermazione c’è il vero spirito di Alessio: la parola è spesso usata papi, uomini di Governo. Ma lui sa che i pontieri quelli veri sono tra le persone che hanno la responsabilità della cultura pur senza riflettori, quelli che abbattono i piccoli steccati.
Spera, Alessio, che gli stereotipi di indiani e italiani vengano messi da parte e lui lavorerà anche per questo.
E’ davvero uno studioso ed anche un cattedratico: a vario titolo ha collaborato e lo fa tuttora, con l’Università di Roma Tre ed anche con quella di Perugia. Un cattedratico fuori dagli schemi, che hanno attirato l’attenzione del rettorato di Vellore, tanto da proporgli una cattedra.
La scoperta di Alessio, della sua voglia di fare architetto è sorprendente e si riferisce all’amore per Terni, dove è vissuto, spostato, dove è nata sua figlia Rosa. Terni che Alessio Patalocco sprovincializza contro la tendenza di tanti, di chi la vista solo legata alle fabbriche. In tanti l’hanno denigrata: chi ci è nato ma anche chi ci è arrivato da adulto.
Invece Alessio la vede come laboratorio di esperienze, non sempre bellissime ma tutte pregnanti e da dove lui è partito. E poi l’atterrare in una scuola di Tecnologia di certo gli darà modo di parlare di una certa acciaieria italiana…..









