Sull’affidamento a privati della gestione di due asili comunali intervengono con una nota congiunta Partito Democratico e Movimento 5 Stelle secondo i quali non sarà affatto a costo zero per l’amministrazione comunale.
“Il voto del Consiglio comunale sull’affidamento in concessione per tre anni dei nidi Peter Pan di via Fratelli Rosselli e di via Cadore apre una questione politica molto chiara: quale idea di servizio educativo pubblico ha questa amministrazione?
Come gruppi consiliari del Partito Democratico e M5S – scrivono – abbiamo espresso la nostra contrarietà a una scelta che porta la gestione di due strutture comunali nelle mani di un soggetto privato, per una concessione il cui valore stimato supera 1,3 milioni di euro nel triennio.
La Giunta presenta l’operazione richiamando il principio dell’“invarianza finanziaria” e parlando sostanzialmente di un modello a costo zero per le casse comunali. Ma è proprio su questo punto che occorre fare chiarezza.
Il Comune mette gratuitamente a disposizione del concessionario locali e arredi, mantiene a proprio carico la fornitura dei pannolini e interviene per sostenere le rette delle famiglie con ISEE basso attraverso le risorse pubbliche disponibili. A ciò si aggiunge il tema della manutenzione ordinaria, per la quale si farà ricorso agli stanziamenti già presenti nel bilancio dell’ente e, qualora questi non fossero sufficienti, dovrà essere individuato uno specifico capitolo di spesa.
Dunque, più che limitarsi allo slogan del “costo zero”, sarebbe corretto spiegare fino in fondo ai cittadini quale sia l’effettivo equilibrio economico dell’operazione e quali costi, diretti e indiretti, continueranno a gravare sul pubblico.
Parliamo inoltre di strutture realizzate o riqualificate grazie a importanti finanziamenti pubblici: il Piano periferie per il Peter Pan e risorse PNRR e regionali per il nido di via Cadore. Investimenti pubblici che dovrebbero rafforzare la capacità del Comune di offrire direttamente servizi educativi di qualità.
La questione non è ideologica e non riguarda la professionalità degli operatori privati aggiungono Pd e 5 Stelle – Riguarda una scelta precisa di politica amministrativa: di fronte a nuovi posti disponibili nei servizi per la prima infanzia, invece di investire sul rafforzamento della gestione pubblica, l’amministrazione sceglie la concessione a un privato, che si remunererà attraverso rette, contributi pubblici e attività aggiuntive, con un utile d’impresa stimato al 3%.
Per il Partito Democratico e il M5S i nidi non sono semplicemente servizi da mettere a gara. Sono una parte fondamentale delle politiche educative, sociali e di conciliazione tra vita e lavoro di una città. Per questo servono programmazione, personale, investimenti e una strategia capace di rafforzare il sistema pubblico dei servizi 0-6 anni”.











