“Il peso dei costi energetici per Arvedi Ast e per le industrie siderurgiche italiane è diventato insostenibile. Ci troviamo ad operare in un mercato europeo caratterizzato da forti distorsioni concorrenziali e da una sostanziale discriminazione nei confronti dei produttori italiani”.
È quanto sostiene il Gruppo Arvedi in una nota.
“Non chiediamo condizioni di favore – si afferma nella posizione – ma che un’impresa italiana che compete sul mercato europeo possa acquistare energia a condizioni comparabili con quelle dei propri concorrenti.
I produttori italiani sono costretti ad approvvigionarsi della loro principale voce di costo in un mercato energetico particolarmente penalizzante rispetto a quello dei principali concorrenti europei. Il Gruppo – viene ricordato nella nota – dal 2022, ha intrapreso un percorso di rilancio a Terni attraverso un piano di investimenti strategici, finalizzato al rilancio della competitività attraverso il riequilibrio e l’ottimizzazione delle capacità produttive dello stabilimento, massimizzando la produzione di laminati a freddo, riducendo contestualmente l’impatto ambientale dei processi e i costi di trasformazione”.
Per cui è “indispensabile e strategico che vengano subito attuate le misure già individuate e formalizzate tra gli impegni previsti dall’Accordo di programma del 2025”. Prezzi così alti dell’energia rendono non concorrenziali i prezzi dei prodotti AST e mettono quindi a rischio i livelli occupazionali.










