È in corso fino a domani 13 settembre la settima edizione di “Narni Città Teatro”. La manifestazione, sostenuta dal MIC e realizzata con il sostegno del Comune di Narni, è presentata in Umbria da LVF, di Ilaria Ceci insieme a Davide Sacco e Francesco Montanari, co-direttori artistici della kermesse. A loro si aggiunge Antonella Liuzzi, per il secondo anno alla guida della sezione dedicata all’Arte contemporanea. Qui il programma della manifestazione
Fil rouge dell’edizione è “Stati di umanità”, tema che attraversa il Volume VII di Narni Città Teatro, costruito da Davide Sacco, Francesco Montanari e Antonella Liuzzi come un percorso sempre più ricco, internazionale e multidisciplinare. Dall’11 settembre, data in cui si è inaugurata la manifestazione con il concerto della Banda dell’Esercito Italiano, appuntamento di beneficenza a favore dell’Associazione Una Sola Vita Onlus, sono in corso tre giorni in cui teatro, circo contemporaneo, danza, musica, performance e narrazione abitano il centro storico di Narni, trasformando piazze, chiostri, cortili e luoghi simbolici della città in altrettanti stati dell’umano, attraverso spettacoli, debutti e appuntamenti pensati in dialogo con gli spazi che li accolgono.
“Siamo orgogliosi della partenza della settima edizione di Narni Città Teatro, Stati di umanità che è il fil rouge che collega tutti i progetti. E siamo all’alba del secondo giorno, un’alba dove ci aspettano ancora artisti come Ambra Angiolini, Pablo Trincia, progetti di circo contemporaneo che vengono dalla Francia, arte performativa dalla Svizzera, oltre venti eventi tra cui anche molti gratuiti che vestono la città di Narni e la trasformano in uno spettacolo vivente. L’arte contemporanea vive sotto la direzione artistica di Antonella Liuzzi, che fa vestire Narni quest’anno dalle sculture di Valerio Berruti”, è il commento dei direttori artistici Davide Sacco e Francesco Montanari.
Gran finale domenica 13 settembre che inizierà, come da tradizione all’alba, quando la città è ancora immersa nelle prime luci del giorno: alle 6.30, all’Ala Diruta, Pablo Trincia sarà infatti protagonista dell’appuntamento speciale all’alba. Nel pomeriggio il Mercato Coperto ospita in tre repliche Il valore affettivo del pesce di Ketty Di Porto, con Amedeo Carlo Capitanelli e Ketty Di Porto, per la regia di Daniele Aureli. All’Atrio del Comune, Mamadou Diakité porta in scena Racconto personale, tratto da un suo racconto e riscritto per il teatro da Stefania Marrone, con la regia di Cosimo Severo e la produzione della Compagnia Bottega degli Apocrifi. All’Auditorium San Domenico è poi la volta di Uno spettacolo di Leonardo Manzan, scritto da Leonardo Manzan, Rocco Placidi e Paola Giannini, con Leonardo Manzan e Roberta Ricciardi, prodotto da La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello. A chiudere il Volume VII al Teatro Manini è infine Minotauro, creazione di Marzio Picchetti diretta da Margherita Saltamacchia, con Jess Gardolin, Margherita Saltamacchia, Ali Salvioni e Anahì Traversi, produzione LaTàche21 e Teatro Sociale Bellinzona – Bellinzona Teatro.
Si parla inoltre di Teatro alle ore 16 nell’Atrio del Palazzo Comunale con la tavola rotonda Teatri di Umanità. Che cosa significa oggi mettere l’essere umano al centro della scena? Teatri di umanità è una conversazione tra autori, artisti e operatori teatrali sulle forme attraverso cui il teatro continua a interrogare il presente, le sue fragilità, i suoi conflitti e le sue trasformazioni. Un confronto sui linguaggi della scena, sulla responsabilità dello sguardo e sul rapporto con il pubblico, per capire come il teatro possa ancora essere un luogo di incontro, di ascolto e di comunità.
Ricchissimo, inoltre, il programma dei progetti speciali, che attraversano il centro storico di Narni durante i tre giorni del Festival, trasformandone piazze, strade e spazi culturali in luoghi di incontro, partecipazione e scoperta.
Uno sguardo sul presente e sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il nostro rapporto con la tecnologia avviene al DigiPASS, dove Federico Meschini cura un progetto interamente dedicato all’intelligenza artificiale, articolato tra incontri, panel e una mostra interattiva. Un ulteriore terreno di indagine per il tema di questa edizione, chiamato a interrogare cosa significhi essere umani in un tempo in cui il confine tra esperienza, creatività e tecnologia diventa sempre più mobile.

In Piazza dei Priori prende vita lo spazio performativo della Bottega Schmidlap, con Daniele Spadaro, Emanuele Avallone e Silvia Scotti, produzione Ottotipi Spaccio d’Arte e coproduzione Teatro Necessario. Sempre in Piazza dei Priori trova casa Subtropicana, produzione Teatro Necessario Circo, mentre Ignazio Bortot, con La sinfonia acquatica, porta nel cuore della città una sua creazione di cui firma anche regia e interpretazione, prodotta da Teatro Segreto.
Il rapporto con la città e con chi la abita è al centro anche di Strati, performance di Mauro Maurizio Palumbo con Elisa Gabrielli e il coinvolgimento della cittadinanza, costruita come un percorso in due atti: il secondo domenica alle 12.00 in Piazza dei Priori, facendo del Festival un processo che nasce dall’incontro e si trasforma insieme alla comunità.
A Via della Pinciana, prende forma Lettere, performance a cura di Davide Sacco, un ulteriore intervento pensato per entrare in relazione con uno degli angoli del centro storico e continuare a portare il teatro fuori dai suoi spazi consueti, disseminandolo nella città.
Danzare la città è un percorso di danza diffusa e partecipata che, partendo da Piazza dei Priori, attraversail cuore di Narni trasformando vicoli, piazze e scorci del borgo in un unico grande palcoscenico. Guidato dalla musica e dal movimento, il pubblico sarà invitato a entrare nell’azione e a unirsi a un grande serpentone danzante, insieme alle scuole di danza del territorio. Un’esperienza collettiva e itinerante per attraversare la città con il corpo e riscoprirne spazi, prospettive e bellezza attraverso uno sguardo nuovo.











