Il Procuratore Generale di Perugia, Sergio Sottani, ha incontrato oggi il nuovo Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Avv. Andrea Pensi. L’incontro ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulle condizioni del sistema penitenziario umbro.
Nel corso dell’incontro, il Procuratore Generale ha ribadito la forte preoccupazione, già manifestata più volte in passato, per il persistente fenomeno del sovraffollamento degli istituti penitenziari, per le condizioni di vita dei detenuti e per le difficoltà operative quotidianamente affrontate dal personale della Polizia Penitenziaria e dagli operatori dell’area trattamentale.
l Procuratore Generale ha, tra l’altro, richiamato l’attenzione su alcune questioni di particolare rilievo per il territorio umbro, soffermandosi, da un lato, sulla persistente mancanza di una REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) in Umbria e sulle conseguenti criticità che tale carenza continua a determinare nella gestione dei soggetti affetti da disturbi mentali autori di reato e, dall’altro, sull’avvio del nuovo Centro di Giustizia Riparativa “Fiore di Loto” di Terni, individuato quale presidio regionale competente per l’intero distretto della Corte d’Appello di Perugia.
Sottani ha poi esposto i dati raccolti dai quattro istituti penitenziari umbri.
L’analisi al 31 agosto 2026 evidenzia il permanere di una situazione particolarmente complessa, caratterizzata da un significativo sovraffollamento della popolazione detenuta e da un incremento di numerosi indicatori di criticità all’interno delle strutture detentive regionali.
A fronte di una capienza regolamentare complessiva pari a 1.340 posti e di una capienza effettivamente disponibile di 1.282 posti, risultano presenti 1.692 detenuti. Il tasso di affollamento si attesta pertanto al 126,27% rispetto alla capienza regolamentare e al 132% rispetto ai posti effettivamente disponibili. In termini assoluti, ciò si traduce in 352 detenuti in eccedenza rispetto alla capienza regolamentare e 410 detenuti oltre i posti realmente disponibili.
L’analisi dei dati suddivisi per istituto evidenzia come la Casa Circondariale di Terni sia quella che registra il maggior numero di detenuti presenti, pari a 580 unità, seguita dalla Casa di Reclusione di Spoleto con 510 detenuti, dalla Casa Circondariale di Perugia con 488 e dalla Casa di Reclusione di Orvieto con 114 detenuti. La Casa Circondariale di Perugia risulta invece l’istituto con il più elevato tasso percentuale di sovraffollamento, registrando 488 detenuti a fronte di 309 posti disponibili, con un indice di sovraffollamento pari al 57,93%.
Con riferimento agli eventi critici, la Casa Circondariale di Perugia risulta l’istituto che registra i valori più elevati relativamente agli episodi di autolesionismo, alle infrazioni disciplinari, ai tentativi di suicidio, alle violazioni delle norme penali e alle aggressioni ai danni del personale di Polizia Penitenziaria. La Casa di Reclusione di Spoleto presenta invece il maggior numero di manifestazioni di protesta. La Casa Circondariale di Terni risulta infine l’istituto con il più alto numero di sequestri di telefoni cellulari, pari a 86, e di sostanze stupefacenti, pari a 24 episodi di rinvenimento.
Per quanto riguarda la Casa Circondariale di Terni, merita una specifica menzione l’esperienza della Camera dell’Affettività, istituita il 18 aprile 2025, presso la quale sono stati effettuati complessivamente 281 colloqui intimi. Si segnala inoltre che, a decorrere dal 6 settembre 2026, è stato chiuso il reparto destinato ai detenuti sottoposti al regime speciale previsto dall’art. 41-bis dell’Ordinamento Penitenziario.
Il quadro complessivo che emerge – evidenzia il Procuratore Generale – conferma, pertanto, il permanere di una situazione di forte criticità per il sistema penitenziario umbro, caratterizzata da livelli di affollamento particolarmente elevati, da un sensibile incremento degli eventi critici e da una crescente complessità nella gestione della sicurezza interna degli istituti, nonostante il costante impegno e la professionalità quotidianamente assicurati dal personale di Polizia Penitenziaria e dell’area trattamentale.










