È ripartito ieri sera dal PalaTerni il Tour di Enrico Brignano con “Bello di mamma”. Il titolo è lo stesso di quello primaverile, anch’esso partito da Terni a marzo, ma lo spettacolo è sostanzialmente diverso restano soltanto i viaggi vacanza in Abruzzo, molto avventurosi, sulla Simca 1000 del padre e il rapporto con sua madre, Anna, Annarella, avara nell’esternare i suoi sentimenti.
A voler essere pignoli ha replicato anche l’ironia sul PalaTerni che ha definito “un capannone”, scomodo per gli spettatori con i suoi gradoni in cemento e con le sedie di plastica “che prendono fuoco lo stesso ma costano di meno”. Ha spiegato i motivi per cui si sente di casa qui, grazie a una curiosa parentela e all’amministrazione comunale.
La battuta fugace su Bandecchi: “che sta in sala stasera? perché c’avevo proprio voglia de litigà”.
Lo spettacolo, della durata di 2 ore e mezzo, lo consacra “One Man Show” capace di intrattenere il pubblico senza mai fermarsi, partecipando anche ai brevi momenti musicali.
Internet, i telefonini, i social, gli haters, only fans, la musica romantica degli anni 70 e quella dei trapper di oggi, l’identità sessuale sono stati i temi verso i quali Brignano ha esercitato il diritto di satira, anche violando il politicamente corretto e sfidando le associazioni che sorgono su tutto e si lamentano di tutto.
Bravissimo, uno dei pochissimi a reggere la scena così.











