Bella, proprio bella la mostra di David Pompili, inaugurata stasera negli essiccatoi dell’Azienda agricola del Marchese Ruffo, a Narni: l’artista spoletino sta continuando a dare il meglio di sé, raccogliendo intorno al suo genio, decine di artisti da tutto il mondo. Il “polo contemporaneo” narnese si è così arricchito oggi della nuova mostra “Contestazione”, uscita come sempre, da un gioco di parole.
E poi la stesa delle opere, intriganti, alcune molto, molto evocative, mettendo insieme momenti contemporanei, appunto, insieme a situazioni espressive lontane nel tempo.
Sì, bella e affascinante, che ha nuovamente marcato quegli spazi come un nuovo museo cittadino, alla faccia di coloro che dicono che Narni non abbia una vita culturale, ci si venga solo per mangiare. Che c’entra, sotto la sala degli essiccatoi, c’è anche un vero ristorante ma tutto viene diviso con grande qualità.
Pompili l’ha fatta facile sul come strutturare un nuovo museo, che sta prendendo piede, come se fosse una cosa da nulla: decine, centinaia di artisti che hanno mandato le loro opere da tutto il mondo, perché Pompili è davvero una garanzia di successo e di visibilità. Alcune opere erano molto intuitive, altre invece da capire, il panorama però dava la sensazione della “contestazione”, argomento che sembra davvero d’attualità manco avesse presagito gli avvenimenti attuali.
Installazioni, proiezioni, flash di vita passata. Se si può dire una cosa personale ha fatto impressione il ragazzo che negli Anni di Piombo sparava a Milano in Corso Beccaria ad altezza d’uomo, impressionante che dà però il senso di una “contestazione” passata. Bella la mostra, allora, bella, bellissima, la location, intrigante pure David Pompili, in gran forma, ormai un vero faro culturale narnese. Non era facile trovarne uno così.
Quanto rimarrà aperta la mostra? Tre mesi? Forse anche più! Pompili deciderà secondo gli afflussi.










