La Valle ternana e i suoi paesaggi, capaci di conquistare lo sguardo e l’immaginazione di artisti provenienti da tutta Europa, saranno al centro di un nuovo progetto espositivo della Fondazione Carit con il titolo provvisorio “La Valle incantata. Corot e il grande viaggio in Italia”.
La mostra in programma a palazzo Montani Leoni dall’11 febbraio al 2 maggio 2027, sarà un’occasione per riscoprire il patrimonio artistico e paesaggistico del territorio attraverso lo sguardo dei grandi pittori dell’Ottocento.
L’annuncio è stato fatto in occasione della conferenza “200 anni di Corot nella Valle ternana”, inserita nel calendario delle iniziative organizzate per celebrare il bicentenario del passaggio nella Valle ternana di Jean-Baptiste Camille Corot, insigne pittore paesaggista francese.
Il progetto espositivo in programma intende approfondire proprio il ruolo del paesaggio naturalistico dell’Italia centrale, nell’esperienza artistica e culturale dei pittori e dei viaggiatori europei. Al centro del percorso ci sarà la figura di J.B.C. Corot che, durante il suo viaggio in Italia, tra luglio e settembre del 1826, soggiornò nell’area compresa tra Papigno e Narni. Un’esperienza significativa per lo sviluppo della sua ricerca pittorica, maturata a stretto contatto con paesaggi di straordinaria suggestione. La sua presenza si inserisce in una più ampia storia di artisti attratti dalla ricchezza naturale di questi luoghi, protagonisti di quella tradizione pittorica che oggi identifichiamo con la pratica dell’en plein air.
Il tema della pittura all’aria aperta e del legame tra importanti figure artistiche e i paesaggi locali è da tempo molto caro alla Fondazione Carit, che da anni lo sostiene e valorizza attraverso iniziative di diversa natura. Nel 2014 il Consiglio di amministrazione, allora presieduto da Mario Fornaci, aveva finanziato il progetto “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio ambientale e culturale – Itinerario dei plenaristi nella Valle del Nera”.
Dirimente poi, il ruolo svolto da Franco Passalacqua, artista ternano e accademico di merito dell’Accademia di belle arti “Pietro Vannucci” di Perugia, da anni impegnato nella ricerca e nella valorizzazione della stagione dei pittori plenaristi nella Valle ternana.
Dal suo lavoro è nato il progetto “I luoghi ritrovati di una valle incantata”, ideato per ricostruire e riportare all’attenzione il legame tra gli artisti europei, la Valle del Nera e i suoi paesaggi e dal quale ha preso forma anche il museo diffuso dei Plenaristi. Nel corso degli anni, questo suo impegno ha contribuito alla realizzazione, sul sito della Fondazione Carit, di un archivio digitale dedicato ai pittori paesaggisti e alle opere concepite tra Settecento e Ottocento nella Valle ternana. Una vera e propria galleria virtuale che raccoglie dipinti ed opere grafiche raffiguranti alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio, dalla Cascata delle Marmore a Narni e al ponte di Augusto, fino a Piediluco e Papigno. Opere oggi conservate in musei e collezioni di tutto il mondo, che testimoniano il fascino esercitato da questi paesaggi sull’immaginario artistico europeo. La mostra in programma, dunque, rappresenterà una ulteriore tappa di questo grande percorso iniziato ormai oltre dieci anni fa.











