“Lunedì 19 gennaio sono state diffuse due notizie rilevanti. La prima riguarda la seduta del 16 gennaio della Camera dei Deputati, nel corso della quale il Viceministro del MIMIT (Valentino Valentini) , ha richiamato il ruolo strategico dell’Accordo di Programma firmato l’11 giugno 2025 per Acciai Speciali Terni Arvedi, definendolo uno degli assi portanti della politica industriale nazionale.
La seconda è relativa all’iniziativa promossa dall’Assessorato all’ambiente della Regione Umbria concernente la qualità dell’aria, con un focus sul nichel e altri metalli, presentata come la prima applicazione concreta del medesimo Accordo di Programma.
A fronte di tali dichiarazioni pubbliche – scrivono in una nota Fim Cisl, Fiom Cgil e UIlm – appare ormai evidente una grave carenza informativa e di confronto istituzionale con le organizzazioni sindacali e, di conseguenza, dei lavoratori dello stabilimento di Terni.
È doveroso ricordare al Governo e alla Regione Umbria – aggiungono – che dalla firma dell’Accordo di Programma sono trascorsi sette mesi senza che sia stato attivato il previsto meccanismo di monitoraggio, nonostante nel testo dell’accordo sia chiaramente scritto che: “Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è attivato un tavolo di lavoro per monitorare il rispetto degli impegni e delle tempistiche di cui al presente articolo, con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali e delle competenti amministrazioni centrali e territoriali.
Un tavolo che, ad oggi, non è mai stato convocato.
A ciò si aggiunge il fatto che come organizzazioni sindacali territoriali stiamo ancora aspettando di ricevere dalle Istituzioni firmatarie, gli allegati dell’Accordo di programma, allegati che sono elementi di sostanza rispetto alla tenuta, sviluppo e realizzazione dell’Accordo stesso.
In questo contesto, riteniamo politicamente e istituzionalmente non corretto alimentare il dibattito pubblico sull’evoluzione dell’Accordo di Programma senza dare attuazione agli strumenti di governance previsti e indispensabili per verificare la reale messa a terra del Piano industriale”.













