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Italia Nostra chiede chiarezza alla Giunta regionale riguardo alle maggiori infrastrutture di mobilità regionale.
“Sulla stampa locale infatti nel giro di pochissimi giorni a metà Gennaio 2021 – scrive Italia Nostra – si sono alternate dichiarazioni e progetti tra loro contraddittori. Circa la ferrovia Ancona-Roma abbiamo avuto sia la perorazione del Raddoppio del tratto Fossato-Gualdo-Foligno, sia la indicazione di toccare e servire il territorio perugino con l’aeroporto regionale S. Francesco di Assisi: facciamo sommessamente presente che l’una ipotesi esclude l’altra.
Ugualmente circa l’Alta Velocità ferroviaria, ove si è letta sia la perorazione della famosa Stazione MedioEtruria ad Arezzo, sia la conferma del Frecciarossa perugino con sua estensione fino Foligno (e auspicabilmente -aggiungiamo noi- fino Spoleto/Terni)”.
Secondo Italia Nostra inoltre “spendere 200 milioni dell’Umbria per una nuova stazione in Toscana è doppiamente privo di senso, sia per l’evidente autolesionismo sia perché se uno o più Freccia già vengono a Perugia e in Umbria, non si capisce cosa dovremmo andare a fare dalle parti di Arezzo.
La Regione può capire che è molto più facile e conveniente arretrare il Frecciarossa perugino fino Spoleto e Terni, piuttosto che fermare a Rigutino o Chiusi o Orte i Freccia impegnati sulla Torino-Milano-Salerno-Reggio”.
Terni in particolare non ha nulla da guadagnare con l’Alta Velocità ad Orte: più comodo e conveniente è arretrarvi lo stesso Freccia perugino.
” L’Alta Velocità di Rete – secondo l’associazione ambientalista – è realtà ormai affermata in Italia e in Europa e prima o poi è destinata a servire anche Assisi, Foligno, Spoleto e Terni nonostante le convulsioni e le resistenze di politici e affaristi, sindaci confusi, conservatorismi sindacali e burocrazie ignare delle migliori potenzialità”.











