Assisi ha celebrato oggi l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226, in una giornata di particolare rilievo civile, istituzionale e religioso. La ricorrenza del 4 ottobre torna inoltre a essere Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia (insieme a Santa Caterina da Siena, ndr), nel segno dei valori della pace, della fraternità, della tutela del creato e della solidarietà.
Alle celebrazioni ha partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto ad Assisi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, dalla Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dal Sindaco di Assisi, Valter Stoppini, e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. Alla giornata hanno preso parte anche numerosi altri rappresentanti delle istituzioni, sindaci e i presidenti di Regione Alessandra Todde e Roberto Fico, oltre agli ambasciatori di molti Paesi.
Il momento centrale della giornata è stata la Messa solenne nella Basilica superiore di San Francesco, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. Durante la celebrazione si è svolta la tradizionale offerta dell’olio da parte dei Comuni e delle istituzioni italiane e l’accensione della lampada votiva che arde davanti alla tomba del Santo.
La lampada è stata accesa dal sindaco di Assisi Valter Stoppini a nome di tutte le Regioni, Province e Comuni italiani. Il gesto ha voluto rinnovare il legame tra San Francesco e l’intera comunità nazionale e richiamare l’unità del Paese attorno alla figura del Patrono d’Italia.

Nell’omelia, il cardinale Zuppi ha posto al centro il messaggio francescano della pace, sottolineando che la guerra non è un destino e che la pace non può essere costruita attraverso le armi, ma mediante il dialogo, il diritto e la capacità di riconoscere nell’altro un fratello. Il cardinale ha richiamato l’immagine di Francesco che disarma il lupo di Gubbio attraverso l’incontro e la relazione, indicando nella fraternità una responsabilità concreta e attuale.
Dalla Loggia del Sacro Convento il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha poi rivolto il proprio saluto alla Nazione. Nel suo intervento ha ricordato che, a ottocento anni dalla morte, il fascino e il carisma di Francesco restano vivi oltre i confini dell’Italia e della cristianità. Il Capo dello Stato ha indicato nel Santo un profeta di pace, un testimone dell’amore per il creato e una figura capace di parlare a credenti e non credenti.
Mattarella ha inoltre richiamato l’attualità della scelta francescana contro l’idolatria del denaro, della vicinanza agli ultimi e della responsabilità verso la natura. In un tempo segnato da guerre e conflitti, il messaggio di San Francesco torna così a proporre la dignità della persona, la solidarietà, la cura del creato e la ricerca del bene comune come fondamenti della convivenza.











