Ancora prese di posizioni sulla iniziativa che coinvolgerà bambine e bambini della scuola primaria “Mameli” di Fornole, denominata “Bambole azzurre e soldatini rosa”. Nel progetto, aveva precisato la consigliera provinciale Maria Teresa Di Lernia, nessun riferimento alla teoria gender, come da molti paventato.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!LA NOTIZIA E LE POSIZIONI DELLA DI LERNIA E DELL’ASSESSORE ALLA SCUOLA DEL COMUNE DI TERNI, VALERIA ALESSANDRINI.
https://terninrete.it/Notizie-di-Terni/un-putiferio-ingiustificato-per-un-titolo-487184
Sulla vicenda è intervenuta Valentina Porfidi, segretaria confederale della CGIL di Tern:”il titolo del progetto, chiaramente simbolico, – afferma la Porfidi – affronta una questione importante come la parità di genere, valorizzando le attitudini dei bambini e delle bambine, fatto che ritengo utile e necessario a partire dalla scuola. Attraverso i giochi, i bambini spesso sono infatti incastrati e indirizzati verso ruoli precostituiti che sono spesso il frutto di stereotipi patriarcali fuori dal tempo, basti pensare ai giocattoli che riproducono scopa e paletta, rigorosamente rosa, per le bambine, e ai soldatini per i bambini. Utili evidentemente a preparare le piccole donne a un futuro di pulizie domestiche e i piccoli uomini alla guerra, secondo una visione della società desueta, gerarchica e francamente allucinante, che può portare ad affermazioni anche assurde come quelle esternate da un ricercatore del Cern – poi giustamente sospeso – che ha affermato che la fisica non è donna, ma anche ad altre idee bislacche che associano determinate competenze ai generi sessuali in base a ruoli precostituiti, largamente smentite dalla storia, come testimoniano i tanti premi Nobel donna, i grandi ballerini uomini, i tanti grandi chef maschi o gli scudetti del calcio a 5 femminile, per quanto riguarda Terni”.
“Io penso che anche le parole siano molto importanti. Per questo – conclude Valentina Porfidi – rispetto alle grandi problematiche del territorio (crisi economica, carenza occupazionale, tema ambientale), terrei a sottolineare che, al contrario di quanto affermato da alcuni assessori, non abbiamo bisogno di un buon padre di famiglia o di una buona mamma, ma solo di buona politica”.











