Sara Moretti, 32 anni, hair stylist originaria di Narni, è stata selezionata per entrare nel team creativo di Nemo Heights, ambizioso progetto internazionale che immagina la prima infrastruttura abitabile di lusso negli abissi oceanici, nel punto più remoto del pianeta: Point Nemo, nel Pacifico meridionale.
Nemo Heights è un progetto speculativo ma già avviato, che ha raccolto i primi finanziamenti internazionali e si prepara a entrare nella fase realizzativa con un orizzonte temporale fissato al 2029. La struttura prevede un ecosistema sottomarino autosufficiente capace di ospitare oltre 400 persone dove ocean-tech, sostenibilità avanzata e lusso si fondono in un contesto senza precedenti. Parte della struttura sarà infatti realizzata utilizzando il materiale aerospaziale che viene fatto precipitare proprio a Point Nemo che per questo viene chiamato “cimitero delle astronavi”.

In un ambiente così estremo, anche la cura della persona assume un ruolo centrale. Per questo il progetto ha coinvolto professionisti con un background internazionale, tra cui Sara Moretti, che ha costruito la propria carriera tra Italia e Stati Uniti lavorando in contesti di alto livello e collaborando con Jen Atkin, celebre hair stylist, nota per il suo lavoro con star come Kim Kardashian, Kendall Jenner e Dua Lipa.
All’interno di Nemo Heights, Sara contribuirà allo sviluppo deli un approccio hair & grooming pensato specificamente per la vita sottomarina, dove estetica, praticità e sostenibilità devono convivere in condizioni fuori dall’ordinario.
«Non capita tutti i giorni di chiederti come tenere in ordine i capelli a migliaia di metri sotto il livello del mare – ha commentato Sara Moretti – È una sfida surreale e affascinante: qui il vero lusso non è l’eccesso, ma sentirsi bene in un posto dove nessuno è mai stato. E sì, prometto che anche negli abissi il look reggerà».
Il progetto Nemo Heights nasce dal sogno di George Heights, ingegnere del programma Apollo negli anni Sessanta, oggi reinterpretato dai figli Robert e James Heights come una nuova frontiera dell’esplorazione umana: non più lo spazio, ma le profondità oceaniche.














