Il giornalista ternano Emanuele Lombardini è stato accreditato come giornalista per le testate del Gruppo Pagine Si, Tomorrow network, che è la testata nazionale del gruppo e per eurofestival news, sito del settore di cui il giornalista è cofondatore. Per Lombardini è la quarta presenza come accreditato in sala stampa partendo da Liverpool, Malmoe, Basilea e Vienna. Nel 2022 era accreditato a Torino non in sala stampa ma come coordinatore della redazione internazionale dei commentatori mentre nel 2021 è stato il Presidente della giuria Rai per Eurovision. Lombardini ha scritto due libri dedicati ad Eurovision, Say «na na na» to Europe. 15 volte s. Marino all’Eurovision Song Contest ed Eurovisioni: Nation branding e identità europea attraverso l’Eurovision song contest.
Emanuele Lombardini è a Vienna da una settimana e ha partecipato alla cerimonia di apertura Turquoise carpet e ad entrambe le semifinali in arena e quelle che vengono proiettate online in sala stampa. Interviste con Sal Da Vinci e con l’ambasciata italiana/tedesca con la presenza di Corsi e Lamborghini e Sarah Engels, cantante tedesca con mamma siciliana.
“L’Eurovision Song Contest – spiega Lombardini – è molto di più che un concorso di canzoni e una gara fra televisioni, da sempre, ma soprattutto negli ultimi trent’anni, da quando cioè sono entrati in concorso i paesi della ex Cortina di Ferro, è diventato uno ‘strumento di confronto’ per la costruzione di una scala di europeismo. Partecipare all’Eurovision Song Contest – ed anche vincerlo, con la possibilità di poter poi ospitare la rassegna – diventa quasi un requisito primario per entrare ‘in Europa’, intendendo come tale l’Unione Europea. L’Eurovision è ormai un vero e proprio passaggio diplomatico: non solo perché si intessono relazioni importanti con le altre televisioni ma anche perché il concorso da sempre promuove quei valori liberali e di una società inclusiva e senza barriere propri del mondo occidentale e che sono parte fondante anche del Manifesto di Ventotene e della successiva Ue. L’Eurovision è ormai una arena culturale dove le varie identità nazionali sono in vetrina ma allo stesso tempo si mescolano con la costruzione di una identità europea, dimostrando come questi due aspetti non solo non sono in contrapposizione, ma addirittura possono coesistere”.











