Oggi pomeriggio sul fallimento Serafini che coinvolge due aziende ternane in cui lavorano circa 60 dipendenti, si è svolto un vertice in Prefettura cui hanno partecipato i titolari delle aziende, rappresentanti sindacali, l’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti e il suo collega al comune di Terni Sergio Cardinali.
Un lungo vertice durato circa due ore al termine del quale non è emerso niente di risolutivo. Fatto che ha innervosito non poco i lavoratori che attendevano l’esito in viale della stazione.
“Fateci parlare con il curatore”, è stata una delle richieste dei dipendenti. “Vogliamo solo lavorare”, “come facciamo a pagare le bollette?”
L’unico spiraglio che si è aperto, in base a quanto è stato riferito, è che il curatore fallimentare, dopo aver incontrato i Serafini, avrebbe dato la sua disponibilità a valutare l’opzione “esercizio provvisorio” che permetterebbe la continuità lavorativa. Gli è stato chiesto di dare una risposta rapida che dovrebbe arrivare entro lunedì 26 ottobre. Se così fosse, nelle 48 ore successive, le aziende tornerebbero alla piena attività. Possibilità che era stata esclusa, fin qui, dallo stesso curatore. Si spera, dunque, in questo spiraglio lasciato aperto dal curatore.
In alternativa non resterebbe che avviare le procedure per la cassa integrazione che non arriverebbe in busta paga prima di 3 mesi. Almeno 3 mesi.
Altro fatto che ha innervosito non poco i lavoratori.
Il blocco delle attività ha riguardato la Serafini srl e la SRF srl che si occupano della vendita e della distribuzione di prodotti alimentari.
Non resta che aspettare lunedì.









