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E’ un nigeriano di 26 anni la persona fermata nell’ambito delle indagini sulla morte di Ridha Jamaaoui, il 40enne tunisino, da molto tempo residente a Terni, ucciso a calci e pugni domenica sera 27 novembre a Borgo Bovio.
Si dice pronto a fornire la sua versione dei fatti ha dichiarato l’avvocato che lo assiste Francesco Montalbano Caraci.
La persona fermata per l’omicidio era da poco tornata in Italia, dalla Germania. A Terni lavora come operaio.
Ieri sera i carabinieri lo hanno rintracciato nella sua abitazione e condotto in caserma.
I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel comando provinciale dei carabinieri alla presenza del procuratore Alberto Liguori.

Dagli elementi in mano agli inquirenti sarebbe confermata la dinamica dell’omicidio che si è consumato in seguito a un incidente stradale.
Un cittadino italiano ha investito con l’auto un cittadino di origini nigeriane mentre procedeva in direzione Borgo Bovio con la bicicletta. Dalla discussione nata tra i due, l’italiano investitore avrebbe picchiato il nigeriano investito. Sulla scena del delitto compaiono poi altre due persone, un nigeriano (il fermato) in aiuto del suo connazionale e un tunisino (la vittima Ridha Jamaaoui) in aiuto dell’italiano.
Gli indizi raccolti dagli inquirenti portano a ritenere essere il colpevole dell’omicidio il cittadino nigeriano fermato, intervenuto in favore dell’amico investito.
Sul corpo della vittima è stato disposto l’esame autoptico (che è stato conferito nel pomeriggio) che dovrà stabilire con certezza le cause della morte di Ridha Jamaaoui. Il presunto autore dell’omicidio è stato trasferito in carcere (non a Terni).











