La Corte di Cassazione ha rigettato il secondo ricorso dei legali di Mohammad Hannoun, l’attivista palestinese arrestato a fine dicembre su mandato della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura di Genova, perché sospettato di finanziare l’organizzazione terroristica Hamas.
Hannoun è accusato di aver finanziato Hamas tramite una rete di associazioni benefiche, si trova nel carcere di alta sicurezza di Terni dal 27 dicembre 2025.
La suprema Corte ad aprile aveva annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, chiedendo una rivisitazione complessiva delle prove contro gli indagati, insieme a un’analisi più approfondita delle fonti aperte utilizzate per l’indagine.
Il tribunale del Riesame di Genova però con una ordinanza aveva confermato la detenzione. Per questo motivo è stato presentato il ricorso dei difensori di Hannoun che oggi in aula hanno sostenuto che il nuovo provvedimento non avrebbe affrontato i nodi principali indicati
dalla Cassazione.
Il Procuratore Generale della Cassazione si era espresso per il rigetto del ricorso. E la prima sezione della Suprema Corte gli ha dato ragione.
Hannoun, dunque, resta in carcere a Terni.











