È stato ascoltato in videocollegamento dal carcere di Terni, dove è recluso, Mohammad Hannoun, l’architetto palestinese arrestato a dicembre a Genova insieme ad altri sei con l’accusa di avere finanziato Hamas.
Davanti ai giudici del Riesame ha ribadito di “non avere finanziato Hamas” e ha spiegato i quattro modi in cui vengono acquistati i beni di prima necessità da distribuire alla popolazione palestinese.
I giudici, dopo oltre 10 ore di udienza, si sono riservati di decidere sulla richiesta di scarcerazione. In aula, i pm Luca Monteverde e Marco Zocco, hanno depositato un documento della polizia israeliana.
All’esterno del Palazzo di Giustizia di Genova, oggi, si è tenuto un presidio di solidarietà nei confronti degli arrestati, cui hanno parteicpato alcune decine di attivisti pro Pal, compreso il figlio di Hannoun. Esposti diversi cartelli, “Fermiamo il genocidio in Palestina, liberi tutti subito, la solidarietà non si arresta”, “Mohammad Hannoun libero”, “Israele ordina e l’Italia esegue”.














