Mancavano pochi minuti alle 17 quando, il 18 gennaio di nove anni fa, una valanga del peso di circa 120 mila tonnellate travolse e distrusse l’Hotel Rigopiano, un resort che sorgeva a 1.200 metri di altitudine, sul versante pescarese del Gran Sasso. Nell’hotel quel giorno c’erano 40 persone: 28 ospiti, tra i quali 4 bambini, e 12 dipendenti, tra i quali il 33enne ternano Alessandro Riccetti). Solo 11 persone riuscirono a salvarsi, 29 le vittime , Riccetti fra loro.
Una cerimonia si terrà domani, a Farindola, alle ore 15 con una fiaccolata, seguirà, alle 15:45, l’alzabandiera con il silenzio intonato dalla tromba, con deposizioni di fiori e corone.
Alle 16:15 la messa sul luogo della tragedia, con la lettura dei nomi delle 29 vittime e la deposizione di 29 rose bianche.
Alle 16:49, orario in cui la valanga travolse l’hotel, il coro Pacini di Atri intonerà il ‘Signore delle Cime’ e 29 palloncini bianchi verranno liberati in cielo.
L’11 febbraio, invece, è attesa la sentenza dell’appello bis, in corso a Perugia.
In primo grado, a Pescara, c’erano state 5 condanne e 25 assoluzioni (30 gli imputati nel processo); in appello, all’Aquila, le condanne erano salite a 8.
La Cassazione aveva poi annullato le condanne, riaprendo le posizioni di sei dirigenti regionali.
Il pg di Perugia, Paolo Barlucchi, ha chiesto la conferma delle condanne di due dirigenti della Provincia di Pescara, dell’allora sindaco di Farindola e di un tecnico comunale per reati già prescritti secondo la Cassazione.













