Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha partecipato ieri pomeriggio al Festival della Sociologia che si è svolto a Narni.
Nel suo intervento il procuratore ha affrontato il tema “Abitare territori ai margini: dai diritti promessi ai diritti agiti tra mafie e legalità”.
Un appuntamento che ha collegato il diritto di abitare alla legalità, in particolare, alle infiltrazioni mafiose nel sistema abitativo, alla debolezza delle istituzioni e alle disuguaglianze territoriali, richiamando l’importanza di garantire opportunità, servizi e diritti anche nei contesti più fragili.
Un percorso per comprendere come legalità, integrità, onestà e giustizia siamo condizioni essenziali per costruire comunità più libere ed inclusive.
Un incontro sold out, quello con Gratteri, con tanta partecipazione e domande dal pubblico.
Il magistrato ha fotografato la situazione del nostro paese ricordando ai presenti che “non esiste nessuna attività economica, sia essa lecita o illecita, a cui le mafie non siano interessate”
Il procuratore ha poi sottolineato quanto si sia abbassata l’età di chi commette omicidi e ha proseguito spiegando il motivo per cui in alcune zone del nostro paese, le organizzazioni criminali abbiano ancora così tanto terreno fertile tra i giovani.
“Le mafie danno risposte e la politica non dà risposte. Il capo mafia è sul territorio 365 giorni l’anno, il politico sta sul territorio fino al giorno delle elezioni, poi sparisce, e magari qualche volta si fa vedere per qualche inaugurazione o evento. La politica non sta sul territorio, la politica è debole, la politica non riesce a dare risposte, la politica è povera. Il mafioso ha aziende, dà lavoro drogato, clientelare, sottopagato, lavoro in nero ma, in aree ad alta densità mafiosa, in aree povere, dà le risposte che la politica non riesce a dare. Quindi per i giovani che non sono accompagnati e guidati e vivono in una famiglia dove non si pratica l’onestà, è difficile non rimanere affascinati dalla mafia”.
A margine dell’iniziativa Gratteri ha risposto a domande sui detenuti di alta sicurezza e sui processi in Tv.









