In questi giorni a Terni vi è stata una capillare attività di controllo straordinario volta al ripristino della legalità nel settore dei servizi alla persona da parte dei Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Terni, unitamente al personale civile dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e della Polizia Locale, supportati dai reparti territoriali del Comando Provinciale dell’Arma.
L’attività ispettiva ha interessato simultaneamente sei diverse realtà commerciali facendo emergere uno scenario di gravi e sistematiche violazioni e portando al deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di:
- cinque titolari d’impresa, 4 stranieri ed un italiano, per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, avendo omesso adempimenti fondamentali come la sorveglianza sanitaria, la formazione/informazione dei dipendenti e la gestione delle emergenze;
- due di loro anche per la violazione dello Statuto dei lavoratori, avendo installato impianti di videosorveglianza senza alcuna autorizzazione.
Il monitoraggio ha riguardato numerosi lavoratori, tutti di nazionalità straniera, portando alla luce, in un caso, l’impiego di 2 di loro completamente “in nero” ovvero privi di qualsiasi tutela contrattuale ed assicurativa, pari al 100% della forza lavoro effettivamente impiegata per quell’attività.
A fronte delle criticità riscontrate, sono stati adottati 3 provvedimenti di sospensione immediata dell’attività imprenditoriale:
- uno è scattato per l’impiego di manodopera irregolare (lavoro nero) superiore alle soglie di legge;
- due per le gravi carenze accertate in materia di sicurezza, che hanno reso i locali inidonei alla prosecuzione dell’attività.
Parallelamente, la Polizia Locale ha contestato numerose violazioni amministrative inerenti al Regolamento Comunale degli Acconciatori ed alle norme sul commercio: tra le irregolarità più rilevanti figurano l’esercizio dell’attività in assenza del Direttore Tecnico, la mancata esposizione delle tariffe e degli orari e l’assenza della SCIA; in un caso è stata accertata anche la vendita abusiva di prodotti cosmetici in assenza di autorizzazione commerciale.
L’azione congiunta ha portato all’irrogazione di sanzioni per un importo complessivo di oltre 90.000 euro, così ripartite:
“Questa operazione su vasta scala – si legge in una nota del comando provinciale dei carabinieri – conferma l’impegno incessante degli organi ispettivi preposti a garantire la tutela dei diritti dei lavoratori, la sicurezza degli ambienti di lavoro ed il rispetto delle regole di leale concorrenza, a protezione delle imprese che operano correttamente sul mercato”.











