L’allarme l’avevano lanciato i cacciatori che in una recente battuta al cinghiale si erano visti sbucare davanti una decina di lupi. Nei giorni a seguire è toccato ad un cicloturista narnese che percorrendo il sentiero aperto di recente lungo il tratto della Formina, in località “Cascatora”, si e’ visto accerchiare da alcuni esemplari di lupo con fare minaccioso. Solo una repentina inversione di marcia e portando la bici a forte velocità, gli ha permesso di raccontare la disavventura.
I disagi più grossi li soffrono gli allevatori, non solo di quella zona, perché questi predatori sono in grado di compiere decine di chilometri in una sola notte.
Impossibile trovare rimedi, questa specie di lupo, diverso da quello autoctono, oltre ad essere molto pericoloso per la specie umana, risulta molto astuto nella “caccia”.
Gli allevatori della zona, ancorché muniti di cani da difesa, hanno notato una tattica curiosa quanto micidiale. Un grosso lupo maschio si presenta nei pressi del gregge avvistato dai cani si dà alla fuga, una ritirata tattica di fatto, mentre tutti i cani a difesa sono impegnati nell’inseguimento, femmine cuccioli e tutti gli altri componenti del branco possono sbranare quanti più capi possono.
Conclusione: un percorso quello della Formina un’opera di epoca romana, ripristinato dal Comune è diventato deserto, inutilizzabile. Da quelle parti è rischioso pure cercare funghi ed asparagi.
C’è un responsabile? Dalle parti de Itieli pensano che l’idea di ripopolare l’Appennino di lupi ibridi come quelli attuali sia stata folle perché quella specie, “cecoslovacca”, non è come quella autoctona, è molto, molto più pericolosa.











