Adesso c’è un movimento franoso alle Mole: l’acqua del Nera ha già portato via parte della sponda arrivando a lambire la ringhiera del solarium. Un altro tra i problemi che hanno da sempre avvinto le Mole, il suo territorio e la voglia di lanciarle stabilmente nel turismo di alto livello. Già la stagione poteva essere compromessa dal fatto che l’Enel non aveva compiuto i lavori di completamento del condotto. E poi c’era da risolvere la questione dell’uso di quegli spazi, che, per quanto se ne sa sono di proprietà della famiglia Caponi e che il Comune aveva preso in gestione sino al 2033.
La stessa Famiglia Caponi si trova a fronteggiare anche delle pressioni sui social media, alle quali risponde in maniera puntuale. Così: “Il fiume è di tutti il terreno che lo circonda alle Mole è privato. Le Mole sono da sempre proprietà privata prima dei Marchesi Patrizi poi dal 1969 della famiglia Caponi. Nel 2013 è stata costruita un’opera pubblica che è una passarella per compiti di polizia fluviale, con accesso riservato agli addetti ai lavori. Per arrivare alla Passerella si deve passare attraverso la nostra proprietà privata. Per tale uso riservato agli addetti ai lavori quindi agli incaricati del Comune o degli enti statali autorizzati c’è un diritto di utilizzo fino al 2033, poi tutto tornerà ad essere di esclusiva proprietà privata. Altri usi non sono consentiti per la passarella che non può essere aperta al pubblico. La nostra famiglia sta realizzando un importante progetto di riqualificazione e messa in sicurezza delle sponde del fiume che ad oggi sono inagibili in quanto c’è un importante movimento franoso causato dalla fuoriuscita di acqua della centrale Enel, pertanto, per ovvie ragioni di sicurezza tutto il sito è stato transennato, e lo sarà fino alla fine dei lavori di messa in sicurezza per un costo complessivo di oltre 100 mila euro interamente sostenuto dalla Famiglia Caponi. Questi sono i fatti. Per i residenti del comune di Narni l’accesso alle mole sarà sempre gratuito. I turisti pagheranno i servizi offerti ovvero i bagni pubblici, il servizio di sicurezza etc. come è giusto che sia”.
Una puntualizzazione importante con la quale la famiglia Caponi lascia intendere che vorrà in qualche modo sviluppare, ancora non se ne conoscono i contorni, un’azione turistica che sembra poter contrastare l’idea delle Mole che ha avuto sino ad oggi il Comune di Narni. Niente impedirà, comunque un pacifico accordo ed una auspicabile sinergia. Morale della favola? Quest’anno le Mole non riapriranno.










