Diciassettemila600 abitanti: proprio una debacle alla quale non sembra esservi rimedio. Le persone vanno via da Narni, vanno verso altre opportunità che qui non trovano più. Lo stesso comparto turistico è saturo, una volta fatta una passeggiata per il centro storico, una volta andati a Narni Sotterranea (prenotata per mesi) poco rimane da fare a Narni. Le Gole del Nera sono altra cosa, attengono ad un turismo naturistico praticamente ininfluente con il centro storico.
Il vero problema pare essere la mancanza di industria, di lavoro qualificato, con speranze che si liquefanno. Per dire, l’ex Elettro doveva diventare il centro dell’Hydrogen Valley ma non si vede mai partire. Mancando gli abitanti soffrono pure i servizi. Ed allora l’indice di natalità è ai minimi storici. Le classi si riducono e solo con qualche accorgimento tecnico si riesce a mantenerne l’apertura. Quasi sempre. Caso emblematico, la scuola materna: a Narni scalo perde una classe sicuramente e forse anche una seconda. E qui si apre un altro discorso: se mancheranno due classi di materna, lo spazio che era riservato per l’asilo nido nella vecchia struttura, vecchia ma assolutamente ristrutturata e molto bella, diventa disponibile e i bambini dell’asilo nido hanno spazio a sufficienza. Anche perché le iscrizioni alle nuove classi del nido sono davvero rarefatte come è purtroppo noto.
Una domanda allora: a chi servirà quel grande edificio, il nuovo asilo nido che si sta terminando e che è costato, a palmi, tre milioni di euro? La risposta è davvero immediata: “A nessuno”. Gli spazi c’erano, il calo della popolazione era ampiamente previsto e allora perché costruire uno stabile che ora costerà un fottio per la manutenzione mentre alla materna ci sono classi libere? Sono misteri narnesi di una programmazione che viene da lontano ma che non pare essere sempre adeguata.











