Il racconto “Nominare la luna” di Sofia Ceccarelli si è aggiudicato il primo premio della categoria adulti del concorso di scrittura narrativa Mimosa, promosso in occasione dell’8 marzo dal Comune di Narni, assessorati alla cultura, alle pari opportunità, allo sport, alla promozione all’educazione permanente, alla pace e ai diritti umani e dall’associazione Minerva, guidata da Mariacristina Angeli.
Secondo premio a Pasquale Melpignano, terzi classificati ex aequo Giuliana Fainella e Agnese Fratoni.
Per la categoria riservata alle scuole medie superiori primo classificato “Tradurre la pace” di Chiara Agostini. Secondo premio a Milena Lucente, terzo a Celeste Maresi.
Per la categoria riservata alle scuole medie inferiori primo classificato “Semi di luce” di Viola Bussoletti. Al secondo posto tre ex aequo: Flavio Stentella, Chiara Lanari e Domenico Ariele.
Terzi classificati ex aequo Giulia Treggia, Luana Scarpa e Zoe Cintelli.
Menzione al racconto “Antonio e la prof” di Maria Francesca Baldizzone Gardenghi.
Il Premio Minerva quest’anno è stato conferito a Carla Mariani, cui è stata consegnata una grafia lirica che l’artista Mauro Pulcinella ha creato per lei e una targa, che sintetizza le bellissime parole che sono state dette su lei: “A Carla che sa coniugare cura e sollecitudine con la passione e la speranza. In lei si realizza il sogno di un’umanità migliore”.
Carla Mariani “attraverso la sua militanza attiva nei movimenti dediti alla nonviolenza, al disarmo e alla risoluzione pacifica dei conflitti – si legge nella motivazione del premio – ha consentito che la nostra comunità si rendesse protagonista della creazione prima dell’ufficio per la Pace e i diritti umani, poi di una rete italiana delle comunità di pace “Colombia vive” che accompagna la costruzione di processi dal basso organizzati attraverso la pratica quotidiana della nonviolenza. Il lavoro di Carla ha elevato l’identità civile di Narni, città per la pace, e ha fatto in modo che la nostra collettività si affratellasse con la comunidad de paz di San Josè de Apartadò”.

Un attestato di riconoscimento anche ad una coppia di coniugi, Franco e Jadrana Costantini, “per l’instancabile lavoro per la pace e i diritti e per ispirare cambiamento positivo”.











