Da un monitoraggio promosso dalla Procura Generale di Perugia, riferito al triennio 2023–2025, riguardante l’ingresso e il sequestro di sostanze stupefacenti negli istituti penitenziari dell’Umbria, emerge un fenomeno in costante crescita e sempre più articolato. Il dato più significativo è rappresentato dal totale delle sostanze sequestrate negli ultimi tre anni: oltre 3,7 chilogrammi di droga complessivamente intercettati dalla Polizia Penitenziaria all’interno delle quattro carceri umbre.
Nel triennio si sono registrati 1.617 ingressi dalla libertà, dei quali 479 riferiti a reati di spaccio o detenzione di droga. L’andamento annuale mostra un incremento del 18,49% nel 2024 rispetto al 2023, seguito da una leggera flessione del 7,51% nel 2025, senza tuttavia modificare la rilevanza del fenomeno. Parallelamente è cresciuto in modo marcato anche il numero degli episodi di rinvenimento e sequestro di sostanze stupefacenti da parte della Polizia Penitenziaria: 15 nel 2023, 26 nel 2024 e 34 nel 2025, con aumenti rispettivamente del 73,33% e del 30,77% tra i vari anni. Questo andamento conferma come i tentativi di introdurre droga all’interno degli istituti siano diventati sempre più frequenti e diversificati.
Di particolare importanza è l’analisi delle quantità e delle tipologie di droga sequestrate. Nel 2023 erano stati intercettati 384,99 grammi di hashish e 62,12 grammi di cocaina; nel 2024 gli stessi valori sono cresciuti in maniera esponenziale: 1.360 grammi di hashish e 95 grammi di cocaina, con l’aggiunta di ketamina e marijuana. Nel 2025 l’aumento si è consolidato con oltre 1.583 grammi di hashish, quasi 114 grammi di cocaina, 8,40 grammi di marijuana e una prima traccia di eroina. Complessivamente, nel triennio sono stati sequestrati 3.328,69 grammi di hashish, 271,79 grammi di cocaina, 112,50 grammi di ketamina, 8,75 grammi di marijuana e 0,21 grammi di eroina, superando così il totale di 3,7 chilogrammi di sostanze stupefacenti. L’incremento più evidente riguarda l’hashish, che è passato da meno di 400 grammi nel 2023 a oltre 1.500 nel 2025, con una crescita superiore al 300%, mentre la cocaina ha progressivamente rafforzato la sua presenza. La comparsa di nuove sostanze, come ketamina ed eroina, rappresenta un ulteriore elemento di attenzione.
Dei 75 episodi registrati nel triennio, 63 – pari all’84% – si sono verificati negli istituti di Spoleto, Terni e Orvieto, strutture nelle quali risulta predominante anche la presenza di detenuti di nazionalità italiana, pari al 76,2% sul totale di 1.185 persone ristrette. Secondo la Procura Generale ciò fa presumere l’esistenza di reti di supporto territoriali solide, in grado di fornire risorse e appoggi funzionali ai tentativi di introduzione di droga.
Le modalità attraverso cui la droga tenta di entrare negli istituti si confermano molteplici e sempre più ingegnose: pacchi postali privi di mittente con sostanze celate tra indumenti o generi alimentari, tentativi di introduzione da parte di familiari durante i colloqui, lanci dall’esterno verso le aree interne degli istituti, l’utilizzo di droni e il rinvenimento durante le perquisizioni ordinarie e straordinarie condotte dalla Polizia Penitenziaria.














