Di Chiara Furiani
Come al solito, Le Guess Who non delude.
Il combinato disposto di bella musica, ambiente internazionale e spazi ottimamente congegnati e adatti ai live continua a produrre ottimi risultati.
Il cartellone di ogni giornata è talmente pieno che necessariamente bisogna fare una scelta in base al proprio gusto personale, ma gli stili e le proposte sono i più vari.
La prima giornata è partita subito in quarta con una dei nomi di punta di questa edizione.
I Tortoise, mitica band di Chicago, sono sulla breccia già dagli anni ’90.
Con le loro interminabili suite strumentali tra rock, jazz ed elettronica e con la stessa attitudine colta del prog anni settanta, sono considerati gli alfieri del post-rock.
Sempre sullo stesso solco i Water Damage, collettivo anch’esso di musica rigorosamente strumentale costituito da ben 10 elementi, che è riuscito a costruire un intero concerto di due ore sulla infinita ripetizione dello stesso modulo di due battute, ma assolutamente senza risultare indigesto.
Impossibile non citare poi Shadia Mansour, convincentissima rapper e cantante palestinese e la poetessa afro americana Aja Monet, curatrice di una delle sezioni del festival e anche apprezzata performer.
Ma la vera stella del festival è stata la spagnola Angeles Toledano, superlativa cantante di flamenco accompagnata da un altrettanto eccellente chitarrista.
Tra tradizione e una spruzzata di elettronica, la Toledano ha letteralmente infiammato il pubblico di Le Guess Who con una performance indimenticabile.
A chiudere la serata in bellezza con un set esplosivo ci ha pensato la batterista italiana Valentina Magaletti, già protagonista di svariate collaborazioni interessanti al festival, stavolta attorniata da tre percussionisti ugandesi.










