Di Chiara Furiani
Partenza col turbo per la rassegna “Folk & Songs” promossa dall’Associazione Opera in Canto, un excursus musicale con tante e varie tappe, seguendo le tracce e le influenze della preziosa eredità musicale di Luciano Berio.
Grande e giustificato successo di pubblico per l’appuntamento inaugurale ad Amelia il 20 agosto.
Un concerto dedicato soprattutto al celeberrimo songbook di temi folkloristici e canzoni dei Beatles rielaborati dalla penna di Berio per l’allora compagna, la cantante Cathy Berberian.
Un corpus di grande interesse e intatta freschezza, che testimonia – se mai ce ne fosse bisogno – la grandezza di Berio nella sua capacità di intercettare suggestioni anche apparentemente lontanissime dalla sua vocazione “seria”.
A dar voce a questo intrigante repertorio una voce d’eccellenza del panorama italiano: non poteva esserci scelta migliore di Cristina Zavalloni, da sempre interprete “di confine” tra musica contemporanea e jazz, per incarnare questi temi nati proprio dall’ibridazione di linguaggi musicali.
Una interprete raffinata capace di dare peso alle sfumature, e sempre con accattivante levita’.
Davvero notevole anche la formazione che ha supportato la cantante con grande compattezza e magnifico interplay, ovvero la “resident band”, quell’Ensemble In Canto – costola della omonima associazione – coadiuvata dalla sapiente bacchetta del direttore Fabio Maestri.
Di grande interesse anche la serie di concerti che hanno come sede il Cenacolo San Marco a Terni.
Suggestiva e articolata la lunga e sfaccettata suite “6 x 3” – definita dallo stesso autore “atto performativo aperto e comunitario” – ispirata alle lezioni americane di Calvino, Berio ed Eco ed ottimamente eseguita dall’ispirato Tango Mix Ensemble.
Tra echi di prog e jazz, la partitura di Eugenio Renzetti, da lui diretta e presentata in prima assoluta a Terni, ha aggiunto un tassello di grande interesse alla rassegna.
Cresce l’attesa poi per l’appuntamento del 2 settembre a Sangemini, con il concerto in memoria di Giovanna Marini, scomparsa nel 2024, indimenticata protagonista di quella riscoperta e rivitalizzazione del folklore, che è stato tra i più preziosi frutti del rinascimento culturale italiano postbellico.
Una vicenda e un percorso quello della Marini, che non a caso si intreccia con quello di alcune tra le figure cardine della fervida temperie di quei due decenni tra il ’60 e il ’70, che appare oggi – ahimè – lontana anni luce.
Calvino, Fo, Pasolini, solo per citare i nomi più noti.
Ed è proprio a quest’ultimo che la Marini dedicò, in mortem, la famosa “Cantata”, tra i pezzi forti del concerto in programma a Sangemini, che verrà eseguita dal Quartetto Vocale Anutis, nato proprio dall’incontro con la Marini.
A rendere ulteriormente interessante la serata una serie di brani composti dai genitori della stessa – anche loro musicisti – eseguiti dai solisti dell’Ensemble in Canto.
Un omaggio doveroso a una figura che non è stata solo importante per la scena musicale nazionale, ma che ha anche lasciato delle tracce significative nel nostro territorio, affiancando lo studioso Valentino Paparelli nella preziosa opera di riscoperta e valorizzazione del patrimonio canoro popolare della Valnerina Ternana.
Ma la rassegna non si ferma qui, proseguirà infatti fino ad inizio ottobre, tra Terni, Amelia e Orvieto.