Quattro consiglieri comunali, Marina Severoni, Andrea Sterlini , Andrea Colasanti e Federica Mengaroni hanno abbandonato il gruppo di Alternativa Popolare per formarne uno nuovo, “Con Bandecchi per Terni”.
“A poco più di diciotto mesi dal termine del mandato – spiegano i consiglieri – si intende offrire un’opportunità di rilancio e di ulteriore impulso alle attività dell’amministrazione guidata dal sindaco Bandecchi, operando in una prospettiva propositiva e di indirizzo politico nell’esclusivo interesse della comunità ternana.
I numerosi dossier di rilevante priorità per Terni, sul piano sia locale sia regionale, impongono di garantire alla maggioranza un’azione coordinata, incisiva e trasparente, con adeguata rappresentatività nelle sedi istituzionali e nella comunicazione esterna, per rispondere con sempre maggiore efficacia e coerenza alla fiducia accordata dagli elettori.”
Capogruppo sarà Severoni (Sterlini vice) : “abbiamo fatto questa scelta con convinzione, anche sul presupposto delle parole del Sindaco, e cioè che Alternativa Popolare non esiste più a Terni – ha detto il capogruppo Severoni – con il chiaro intendimento di dare un nuovo impulso all’amministrazione fedeli al progetto originario, al programma amministrativo per cui siamo stati eletti ed a supporto del sindaco Stefano Bandecchi.”
Molto critica la reazione del gruppo del Partito Democratico: ” La nascita del nuovo gruppo consiliare ‘Con Bandecchi per Terni’, costituito da quattro consiglieri che abbandonano Alternativa Popolare, non può essere liquidata come un semplice riassetto interno. È l’ennesimo episodio di una crisi politica – si legge in una nota – che ormai accompagna stabilmente l’amministrazione comunale.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito all’azzeramento della Giunta, ai successivi rimpasti, all’uscita di assessori, a dimissioni e cambi di casacca, fino all’abbandono della maggioranza da parte di esponenti che ne avevano ricoperto ruoli di primo piano.
Ora altri quattro consiglieri lasciano Alternativa Popolare e costituiscono un gruppo autonomo.
Non basta cambiare nomi ai gruppi consiliari per cancellare una crisi politica. Non basta sostenere che tutti continuano ad appoggiare il sindaco per far finta che nulla sia accaduto.
Una maggioranza nata presentandosi come granitica ha perso nel tempo pezzi, protagonisti e riferimenti politici. Oggi persino quattro suoi consiglieri sentono la necessità di prendere le distanze dal partito nel quale sedevano e di costruire un nuovo contenitore.
Il problema, però, non è il destino di Alternativa Popolare e neppure quello delle sigle che nasceranno domani.
Il problema è Terni.
Una città non può essere amministrata attraverso una successione continua di azzeramenti, sostituzioni, rimpasti, dimissioni, nuovi gruppi e ricomposizioni.
Se davvero Alternativa Popolare “non esiste più a Terni”, allora il sindaco e i consiglieri che continuano a sostenerlo hanno il dovere politico di spiegare ai ternani che cosa esiste al suo posto.
Qual è oggi la maggioranza politica che governa Terni?
Non servono nuove operazioni di facciata. Serve chiarezza”.










