Gli screzi, i dissapori, i dissidi, vengono da lontano, da quel 21 maggio quando il solo consigliere e capogruppo di Forza Italia a Palazzo Spada Francesco Ferranti, rispose, con un “valuterò” alla richiesta di Guido Verdecchia di aderire al gruppo consiliare di Forza Italia. Sono passati 4 mesi e Ferranti sta ancora valutando se sia il caso o meno di accettare l’adesione di Verdecchia.
Tutto ciò dopo che ad aprile di quest’anno Forza Italia aveva diffuso la notizia dell’iscrizione dello stesso Verdecchia a Forza Italia con tanto di foto celebrativa con Tajani, Nevi e il segretario comunale De Angelis.

Ora, tre giorni fa, il primo ottobre, ci sarebbe stato uno scontro fisico fra i due consiglieri in sede di 4^ commissione “controllo e garanzia”, di cui Ferranti è il presidente. A darne notizia lo stesso Ferranti con una lettera pubblica alla presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli.
Questa la lettera
“Mi vedo costretto a scriverle per segnalare l’ennesimo episodio, nella seduta della 4^ commissione del 1/10/26, di grave intemperanza, di mancato rispetto del regolamento e dei commissari tutti, da parte del consigliere del gruppo misto Guido Verdecchia .
Per l’ennesima volta non solo utilizzava modi e termini ingiuriosi e provocatori, ma addirittura prendeva la parola senza prenotazione né autorizzazione, urlava senza microfono e al mio ennesimo richiamo si alzava con modi minacciosi e con la forza veniva a parlare dal microfono acceso del banco di presidenza, addirittura spostandomi con forza la mano per attivarlo. Tutto ciò mi costringeva a sospendere i lavori e a chiedere l’intervento della Polizia Locale .
Per tutto quanto sopra esposto, considerando che tali episodi si ripetono da mesi con modalità sempre più gravi sia in commissione che in consiglio comunale, sono a richiederle di affrontare la problematica in sede di conferenza dei Presidenti dei gruppi”.
Questa mattina è arrivata la replica di Verdecchia con una interpretazione dei fatti nettamente diversa e qualche considerazione in più
“Il Consigliere Francesco Maria Ferranti, nel disperato tentativo di giustificare l’abuso istituzionale di aver fatto intervenire la Polizia Locale per censurarmi, ha diffuso una lettera in cui mi accusa falsamente di aggressione. È la classica mossa di chi, abituato a usare modi prevaricatori, si finge vittima quando le situazioni gli sfuggono di mano.
La gravità della situazione è acuita dal fatto che Ferranti ha fatto sì che queste sue calunnie finissero pubblicate integralmente sul sito istituzionale del Comune di Terni. Ha confuso i canali ufficiali dell’Ente con la propria bacheca personale, facendo diffondere accuse fattuali, non verificate e prive di qualsiasi contraddittorio, prima ancora che gli organi competenti potessero visionare le prove.
Ho già chiesto formalmente al Segretario Generale di intervenire per sanare questa grave forzatura istituzionale.
La verità, che sfido chiunque a smentire pubblicando le registrazioni audio/video della seduta a porte chiuse, è l’esatto opposto di quanto lui racconta. Dopo aver usato il microfono per deridermi e avermi silenziato affermando “Decido io se è un fatto personale”, è stato Ferranti ad avvicinarsi al sottoscritto con un atteggiamento fisicamente minaccioso e intimidatorio. Di fronte a questo inaccettabile tentativo di aggressione, non ho potuto fare altro che tenerlo lontano per tutelare il mio spazio personale. Nessuna aggressione da parte mia.
Del resto, questo comportamento è l’apice di un accanimento che subisco da mesi. Parliamo dello stesso Ferranti che in passato, sempre in Commissione, si era già avvicinato al sottoscritto urlando che mi avrebbe “dato una scorza e buttato di sotto”. Parliamo di chi, in Consiglio, mi ha attaccato affermando in modo classista che “vengo dai sobborghi di Roma”.
Ferranti proietta sugli altri la sua stessa aggressività. Di fronte alle falsità scritte nella sua lettera, comunico che sto valutando ogni opportuna azione, in tutte le sedi competenti, a difesa della mia onorabilità pubblica e politica.
Ma al di là degli aspetti personali, emerge un dato politico allarmante per l’intera città. È istituzionalmente inaccettabile che la Commissione Controllo e Garanzia – l’organo supremo preposto alla trasparenza e alla vigilanza anche sull’operato della Giunta – sia presieduta da chi vive in un perenne e gigantesco conflitto di interessi: oppositore di facciata in Consiglio Comunale e fedele Vicepresidente fiduciario di Bandecchi in Provincia (essendo quest’ultimo sia Sindaco che Presidente della Provincia). Come si può controllare in modo terzo e imparziale il Sindaco, se si è alle sue dirette dipendenze politiche in un altro ente?
Chi piega le istituzioni, tradendo il proprio ruolo di garanzia per trasformarlo in uno strumento di censura e di prevaricazione personale contro chi fa opposizione, non può sottrarsi alle proprie responsabilità”.











