Grande soddisfazione per l’IIS “A. Casagrande – F. Cesi” di Terni, che sabato 17 ottobre ha conquistato il primo posto nella gara di cucina “Chef in erba, sedano in tavola”, svoltasi a Trevi, in Piazza Mazzini, nell’ambito della 62ª Sagra del sedano Nero di Trevi e della salsiccia.
La competizione, organizzata come tributo allo chef Angelo Paracucchi, ha visto confrontarsi tre istituti alberghieri umbri, chiamati a interpretare attraverso creatività e competenza alcuni prodotti rappresentativi del territorio: il sedano nero di Trevi, la salsiccia, il tartufo e l’olio extravergine d’oliva.
A rappresentare l’istituto ternano sono stati Giorgia Giangiuli e Alessio Bianchini, studenti della classe 3ª N dell’indirizzo Enogastronomia, protagonisti di una prova che ha richiesto preparazione tecnica, capacità organizzativa, attenzione alle materie prime e gestione dei tempi.
Novanta minuti a disposizione per realizzare sei porzioni, una destinata alla presentazione e cinque alla valutazione della giuria. Una sfida impegnativa, nella quale i giovani concorrenti hanno saputo mettere in pratica le competenze acquisite durante le attività didattiche e laboratoriali.
Un risultato ancora più significativo considerando che i due studenti si trovano soltanto all’inizio del loro percorso di specializzazione professionale. Confrontarsi con realtà formative di rilievo come gli istituti alberghieri di Assisi e Città di Castello e riuscire a conquistare il primo posto rappresenta un riconoscimento importante per l’intera comunità scolastica.
«Portare ragazzi ancora “in erba”, all’inizio del loro percorso formativo, a partecipare a una competizione di questo valore è già motivo di grande orgoglio – ha commentato il professor Fabrizio Petrucci – riuscire poi a conquistare il primo posto, confrontandosi con istituti di livello come Assisi e Città di Castello, attribuisce a questo risultato un significato ancora più importante.
Un istituto professionale è una scuola che non offre soltanto l’opportunità di crescere culturalmente, ma permette ai giovani di scoprire le proprie capacità manuali, di mettersi alla prova e di tradurre concretamente le conoscenze acquisite. È la scuola del fare – ha aggiunto il prof. Petrucci – e oggi i nostri ragazzi hanno dimostrato di saper fare.
A loro e alle loro famiglie va il mio ringraziamento più sincero, così come ai responsabili del nostro istituto, che ci incoraggiano costantemente a credere nel nostro ruolo di formatori e, soprattutto, nelle straordinarie potenzialità di ciascuno dei nostri studenti».











