Una ricerca multidisciplinare per leggere le trasformazioni del territorio ternano e individuare nuove prospettive di sviluppo capaci di coniugare sostenibilità, innovazione e benessere della comunità. È stato questo il tema al centro del convegno “Per una nuova ecologia urbana nell’area ternana. Prospettive e interventi multidisciplinari”, promosso dall’Università degli Studi di Perugia e dal Polo Scientifico Didattico di Terni, che si è svolto questa mattina alla BCT – Biblioteca Comunale di Terni.
Ad aprire i lavori il prof. Stefano Brancorsini, Direttore del Polo Scientifico Didattico di Terni e docente di Patologia Clinica all’Università degli Studi di Perugia.
“L’iniziativa di oggi è importante perché restituisce i risultati di un progetto di ricerca che ha coinvolto le diverse anime dell’Università di Perugia presenti sul territorio ternano: dall’area socio-antropologica e sociale a quella medica, dall’ingegneria alla fisica e all’economia – ha sottolineato il prof. Brancorsini –. Il ringraziamento va alla Fondazione Carit, che ha sostenuto il progetto riconoscendo il ruolo fondamentale dell’Università sul territorio, non soltanto per la crescita culturale, ma anche per quella economica, attraverso innovazione, tecnologia, terza missione e confronto con enti e associazioni di categoria”.
Brancorsini ha quindi evidenziato il percorso che sta portando al rafforzamento della presenza dell’Ateneo a Terni: “Il futuro dipartimento sul territorio ternano non rappresenta un punto di inizio, ma un passaggio che renderà più efficiente la governance dell’Università e consentirà di potenziare ulteriormente una presenza costruita negli anni grazie all’impegno di docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo. Molte attività di ricerca, anche se settoriali e meno visibili al grande pubblico, hanno contribuito a portare l’attività scientifica dell’Università sul territorio a livelli importanti. Il dipartimento ternano sarà quindi un punto di sviluppo ulteriore di questo percorso”.
Coordinato dal prof. Fabio D’Andrea, del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione e responsabile scientifico del progetto, il convegno ha riunito ricercatori e docenti di diverse discipline, con l’obiettivo di mettere a sistema competenze e prospettive differenti.
Il progetto si è sviluppato lungo cinque principali ambiti – economia, sanità, scienza, società e tecnologia – affrontando temi che vanno dalla sostenibilità delle imprese alla qualità delle relazioni sociali, dagli effetti dell’inquinamento sulla salute alla ricerca sui materiali innovativi e alla valorizzazione degli scarti delle filiere produttive.
“Una nuova ecologia urbana significa ripensare il nostro modo di convivere, tra noi e con il mondo naturale – ha spiegato il prof. Fabio D’Andrea –. Il progetto parte dalla necessità di recuperare una qualità delle relazioni fondata su solidarietà, cura e condivisione e di tradurre questa prospettiva in ricerca e strumenti concreti, mettendo insieme economia, sociologia, medicina, ingegneria, fisica e tecnologia. Per Terni significa anche immaginare nuove forme di valorizzazione del territorio, della socialità e dell’economia, attraverso esperienze che nascono dal basso e possono offrire spunti per ripensare le politiche locali”.
Nel corso dei lavori il prof. Fabio Santini, del Dipartimento di Economia, ha presentato il progetto, mentre la dott.ssa Amanda Carotti ha affrontato il tema della nuova sensibilità delle imprese del territorio tra sostenibilità, innovazione e tutela del consumatore. Il prof. Duccio Martelli, del Dipartimento di Economia, ha illustrato l’esperienza del Decision Making Neurolab, pensato come ponte tra Università e territorio.
Ampio spazio è stato dedicato alla dimensione sociale. Il prof. Raffaele Federici, del Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, ha proposto una riflessione sulle metamorfosi sociali, mentre la prof.ssa Isabella Corvino, del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione, e la dott.ssa Pina Sodano hanno approfondito le proprietà emergenti delle relazioni, gli indicatori per interpretarle e i processi di costruzione delle comunità.
Sul fronte scientifico e tecnologico, i proff. Daniele Fioretto e Giovanni Carlotti, del Dipartimento di Fisica e Geologia, hanno presentato le attività dedicate all’analisi delle proprietà elastiche e viscoelastiche dei materiali attraverso tecniche di spettroscopia ottica ad altissima risoluzione, sviluppate anche presso il Polo universitario di Pentima.
Tra i temi di maggiore rilievo, il rapporto tra inquinamento ambientale e salute. Le proff.sse Francesca Mancuso e Marina Maria Bellet, del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, hanno illustrato i risultati delle ricerche sulla fertilità maschile e sull’esposizione ai nanoinquinanti, con particolare attenzione al possibile ruolo protettivo della melatonina anche in pazienti oncologici.
La parte conclusiva è stata dedicata ai materiali innovativi e all’economia circolare. Il prof. Roberto Marsili, del Dipartimento di Ingegneria, ha affrontato l’analisi dinamico-meccanica dei materiali. I proff. Francesco Fantozzi e Mauro Zampilli hanno presentato uno studio sulla produzione di bio-carbone da residui agroindustriali per la realizzazione di elettrodi. Il prof. Luca Valentini ha approfondito le potenzialità di bio-grafene, seta e materiali funzionali, mentre il prof. Stefano Saetta ha illustrato soluzioni impiantistiche per rendere più sostenibili i processi produttivi industriali, con un focus sui leganti inorganici in fonderia.
Il convegno ha così rappresentato non soltanto la conclusione di una fase progettuale, ma soprattutto un momento di restituzione pubblica della ricerca, evidenziando il ruolo dell’Università come interlocutore stabile del territorio.
Dalla sostenibilità del sistema produttivo alla salute, dalla qualità delle relazioni sociali all’innovazione tecnologica, il progetto ha messo in evidenza la necessità di una visione integrata delle trasformazioni in corso e delle opportunità future.
Un percorso che, come emerso dagli interventi, può contribuire a rafforzare ulteriormente il rapporto tra Università, istituzioni, imprese e comunità locali, facendo della ricerca uno strumento concreto per accompagnare lo sviluppo dell’area ternana e costruire un modello capace di tenere insieme competitività, innovazione, sostenibilità ambientale e benessere collettivo.











